Svizzera

Ghiacciai, la neve di maggio non basta

Le nevicate di questi giorni hanno coperto i ghiacciai con uno strato protettivo. Ma gli esperti avvertono: non basterà. “La diminuzione accelerata della massa di ghiaccio continuerà anche nei prossimi anni e decenni”

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Trend positivo per i ghiacciai

Telegiornale 18.05.2026, 20:00

Di: Telegiornale - Fabio Storni / M. Ang. 

I giorni di metà maggio, soprattutto a Nord, vengono chiamati i “santi di ghiaccio”. Un nome quest’anno più che mai azzeccato. Le basse temperature e le precipitazioni hanno infatti sortito almeno un effetto positivo: permetteranno ai ghiacciai di affrontare l’estate con un piccolo strato protettivo di neve. Anche se si tratterà di un rimedio di breve durata.

Le mattine sono fredde sulla Konkordiaplatz, nelle Alpi bernesi. Un misuratore, posto su un’asta, è conficcato all’inizio del ghiacciaio dell’Aletsch. È parte del programma della rete di monitoraggio dei ghiacciai svizzeri (GLAMOS), gestito e seguito dal politecnico di Zurigo. Negli ultimi giorni vi sono state nevicate, a tratti abbondanti. “La neve fresca permette di riflettere meglio l’irradiazione solare. E questo effetto dura per alcuni giorni o addirittura settimane. In questo modo, lo scioglimento inizia più tardi, quando fa caldo”, dice alle telecamere del Telegiornale della RSI, Matthias Huss, glaciologo dell’ETH Zurigo.

Una protezione temporanea

La neve fresca è quindi una gradita protezione solare. Tuttavia l’inverno ha portato complessivamente poche precipitazioni e quindi poca neve. La situazione di partenza per l’estate è problematica. Simile a 4 anni fa. “Il 2022 è stato finora l’anno più estremo per i ghiacciai. È stato quasi esattamente in questo periodo che allora iniziò il grande scioglimento della copertura nevosa e del ghiaccio”, sottolinea il glaciologo.

Il confronto con il 2022

Con i mesi estivi e il caldo, la massa cala rapidamente. Nel 2022, anno con poca neve, la curva precipitò a partire da metà maggio e non si riprese più. Quest’anno l’evoluzione è stata simile, ma le nevicate degli scorsi giorni hanno dato un leggero sollievo, anche se rischia di essere di breve durata. Le previsioni a medio termine non sembrano infatti molto incoraggianti.

Prospettive negative

“Questa neve fresca aiuta sicuramente in qualche modo. Ma non recupereremo il deficit dell’inverno. Quindi presumo che se avremo un’estate calda, il che è abbastanza probabile, quest’anno vedremo di nuovo un forte scioglimento. La diminuzione accelerata della massa di ghiaccio continuerà anche nei prossimi anni e decenni”, dice Huss.

Sul ghiacciaio dell’Aletsch la neve fresca è una tregua, ma non fermerà lo sviluppo a lungo termine.

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