La riorganizzazione del traffico merci a carri isolati - preannunciata già nel settembre dello scorso anno - non comporterà licenziamenti in Ticino, ma per 200 collaboratori a livello nazionale, di cui 40 ticinesi, ci saranno dei cambiamenti sotto forma di nuovo luogo di lavoro o riconversione professionale. Almeno la metà verrà ricollocata all’interno della stessa FFS Cargo. A tutti verrà offerta una soluzione, hanno annunciato le FFS martedì.
“Da Chiasso non ce ne andiamo perché Chiasso è un nodo importante anche per Cargo. Rimarrà il traffico di manovra e rimarrà l’officina di manutenzione”, ha insistito la direttrice della Regione Sud delle FFS, Roberta Cattaneo, che davanti ai media a Bellinzona ha spiegato gli effetti dei piani dell’azienda sul Ticino e smentito ogni voce di chiusura.
Il nuovo modello di FFS Cargo punta a rendere maggiormente efficiente il settore a partire dal cambiamento di orario del 13 dicembre 2026, riducendo i costi pur garantendo il mantenimento del servizio, così che possa autofinanziarsi mentre oggi è in forte perdita. Il deficit è stato di 76 milioni di franchi nel 2025.
Cosa cambierà nell’offerta
Concretamente, come si legge in un comunicato, “circa 50 punti di servizio (degli attuali 280), per i quali la domanda è troppo bassa, in futuro non saranno più utilizzati nel traffico a carri isolati ma, su richiesta dei clienti, continueranno a essere serviti nel traffico a treni completi”. Le FFS, si precisa, “garantiranno comunque volumi di trasporto pressoché invariati (98%) rispetto a prima”, aumentando però l’occupazione dei convogli.
Le conseguenze per il personale
Quali saranno i cambiamenti per i collaboratori? La volontà dell’azienda di “impiegare il personale laddove necessario” comporterà come detto in particolare lo spostamento del luogo di lavoro per i dipendenti di sedi dove il volume di traffico è giudicato molto ridotto. In Ticino è toccato il personale di locomotiva attualmente impiegato a Chiasso, che cambierà luogo di lavoro. Per i macchinisti di lunga percorrenza, che sono meno di una ventina, uno sbocco potrebbe essere quello di essere impiegati nell’affiliata Tilo. “Non alle stesse condizioni, ma anche Tilo ha un ottimo contratto di lavoro”, ha replicato Roberta Cattaneo alle critiche sindacali, “non parlerei di seconda classe”.
Nuovo posto di lavoro anche per il personale di locomotiva di Buchs e Briga, così come per il personale di manovra di Thun, Rothenburg, Yverdon, Payerne, Friburgo, Delémont, Martigny e Wil. Sciaffusa e Frauenfeld sono invece confermate rispettivamente fino al 2028 e 2029.
Oltre alle 40 persone in Ticino, le novità riguardano 130 persone nella Svizzera tedesca e 30 in Romandia. I licenziamenti, secondo le FFS, resteranno un’eccezione.
SEV: “Minacciato il trasferimento del traffico merci”
Il progetto denominato “G-enesis” rischia di compromettere il futuro di FFS Cargo e il successo della politica di trasferimento del traffico merci” dalla strada alla rotaia, secondo Philipp Hadorn, segretario del sindacato del personale dei trasporti SEV, citato in un comunicato. L’ex consigliere nazionale ricorda le centinaia di milioni che la Confederazione ha investito in questo ambito. Stando ad Hadorn, anche questo nuovo cerotto non risolverà il problema e la soluzione andrebbe ricercata dichiarando anche il trasporto merci quale servizio pubblico (come già avviene per quello dei passeggeri) e agendo di conseguenza, senza perseguire quella che il sindacato definisce “l’irraggiungibile autosufficienza economica”.
Ha preso posizione anche il sindacato transfair, che per i dipendenti toccati chiede garanzie di impiego complete e “un posto accettabile” per ogni singola persona all’interno del gruppo, anche per chi lavora per le FFS da meno di quattro anni. Inoltre, un sostegno che vada al di là di quanto previsto dal CCL, come per esempio indennità per i lunghi tragitti casa-lavoro, supplementi salariali temporanei per chi dovesse passare a società affiliate con salari più bassi (come Tilo), offerte di prepensionamento mirato per i più anziani e contributi alla formazione, anche linguistica.










