Svizzera

Ginevra: dei video mettono in dubbio l’operato della polizia

Un’inchiesta della RTS rivela l’uso scorretto di lacrimogeni e proiettili di gomma durante una manifestazione per Gaza lo scorso ottobre

  • 2 ore fa
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Lo scorso 2 ottobre a Ginevra

Lo scorso 2 ottobre a Ginevra

  • Keystone
Di: Cécile Tran-Tien et Micaela Mumenthaler (RTS), articolo originale - ludoC, adattamento in italiano

Un’inchiesta collaborativa lanciata dalla trasmissione Vraiment della RTS porta alla luce gravi irregolarità nell’operato della polizia ginevrina durante una manifestazione pro-Gaza del 2 ottobre 2025. L’analisi di oltre 1’000 video e foto mostra l’uso di lacrimogeni e proiettili di gomma in violazione delle norme operative.

Vraiment del 15.03.2026:

“Ci hanno sparato addosso senza che avessimo fatto nulla”, racconta Isabelle (nome di fantasia), una pensionata ginevrina di 70 anni presente alla manifestazione pacifica. Il raduno spontaneo era scoppiato dopo l’arresto dei membri della flottiglia umanitaria diretta a Gaza.

Errori tattici gravi

1000 tra video e fotografie analizzati

1000 tra video e fotografie analizzati

  • RTS

Il giorno dopo la manifestazione non autorizzata, il portavoce della polizia ginevrina Alexandre Brahier aveva dichiarato alla RTS che tutto si era svolto secondo le regole. Gli scontri avevano causato 11 feriti tra le forze dell’ordine.

L’inchiesta dimostra invece che ci sarebbero stati errori tattici ripetuti. Olivier Fillieule, professore di sociologia all’Università di Losanna e specialista del mantenimento dell’ordine pubblico, definisce incomprensibile il blocco del ponte del Mont Blanc all’uscita, seguito dal lancio di gas lacrimogeni sull’insieme dei manifestanti presenti.

“Lasciare che 3’000 manifestanti si infilino in uno spazio stretto circondato dall’acqua provoca un effetto fisarmonica. Chi sta dietro non capisce cosa succede e ne risulta il panico. È un errore gravissimo che avrebbe potuto causare morti”, spiega il professore.

Lanci vietati e distanze non rispettate

I lanci di gas lacrimogeni e di proiettili di gomma non devono avvenire a una distanza inferiore a 20 metri dai manifestanti.

I lanci di gas lacrimogeni e di proiettili di gomma non devono avvenire a una distanza inferiore a 20 metri dai manifestanti.

  • RTS

I giornalisti di RTS hanno individuato almeno sette lanci di granate lacrimogene effettuati con traiettoria ad arco, sopra la spalla, davanti all’hotel Bristol e nel quartiere delle Grottes. Le norme prevedono che queste granate vengano fatte rotolare a terra per evitare lesioni agli occhi dei manifestanti.

Sempre secondo quanto verificato da RTS, alla stazione Cornavin, sul binario 5, un poliziotto ha effettuato un tiro teso di granata lacrimogena con un “Cougar 56 Compact”. Per Neil Corney, ricercatore della fondazione Omega specializzata nell’analisi delle armi della polizia, questo tiro è “chiaramente contrario alle regole”. La dottrina prevede un angolo di tiro tra 30 e 45 gradi.

I lanci diretti di granate lacrimogene sono vietati dalla dottrina di polizia.

I lanci diretti di granate lacrimogene sono vietati dalla dottrina di polizia.

  • RTS

Inoltre, il lancio di 12 dischetti di gas lacrimogeni in pochi secondi nel corridoio centrale della stazione solleva interrogativi. Secondo le raccomandazioni dell’ONU pubblicate nel 2020, l’uso di gas irritanti va evitato negli spazi confinati. Il tossicologo Vincent Perret, interpellato dalla RTS, ritiene che la concentrazione di gas irritante abbia probabilmente superato la soglia critica di 4 milligrammi per metro cubo. Gli effetti corrosivi su pelle, mucose e vie respiratorie sono elevati per persone vulnerabili e bambini.

Tre denunce e un’inchiesta in corso

Dopo la serata del 2 ottobre sono state presentate tre denunce da manifestanti, tra cui una per abuso d’autorità e lesioni corporali. Un manifestante è stato trasportato d’urgenza all’ospedale universitario di Ginevra dopo essere stato colpito all’occhio destro da un proiettile della polizia.

“Se è così e il poliziotto che ha usato l’arma non può spiegare il suo gesto, dovrà rispondere delle sue azioni”, afferma Carole-Anne Kast, la consigliera di Stato ginevrina responsabile della polizia. È in corso un’inchiesta dell’ispezione generale dei servizi ed è stato avviato un processo di analisi del dispositivo di polizia.

Cinque mesi dopo la manifestazione, il rapporto finale non è ancora stato reso pubblico. La consigliera di Stato ribadisce la fiducia nelle forze dell’ordine: “C’è stato uso della forza, il presupposto è che fosse proporzionato e giustificato, ma forse vedremo che alcuni punti meritano un miglioramento”.

Kast riconosce che dovrà porsi la questione degli avvertimenti, dato che numerose testimonianze raccolte segnalano un’assenza di preavviso. “Non metto in dubbio il fatto che alcune persone non li abbiano sentiti, soprattutto un po’ più indietro. La domanda che dobbiamo porci è come fare perché questi avvertimenti vengano uditi oltre le prime file”.

Feriti da proiettili di gomma: un numero sottostimato

In Svizzera non esiste alcun censimento ufficiale del numero di feriti da proiettili di gomma. Numerosi manifestanti rifiutano di sporgere denuncia o di indicare la causa della ferita al pronto soccorso per paura di essere identificati dalla polizia.

Secondo la dottoressa Anna Friez, oculista a Zurigo, il numero di persone colpite agli occhi da proiettili è sottostimato in Svizzera. In un articolo pubblicato su Nature nel 2024, ha censito 36 casi dagli anni Ottanta. Secondo le informazioni della RTS, si sono verificati altri 3 casi, di cui due dopo le manifestazioni pro-Gaza dell’ottobre 2025.

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01:28

Gaza subisce le conseguenze della guerra

Telegiornale 13.03.2026, 12:30

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