Circa 800 persone hanno manifestato a Ginevra, sotto una pioggia battente, contro l’imperialismo e in difesa del diritto dei popoli all’autodeterminazione. I partecipanti hanno denunciato i bombardamenti a Gaza, le aggressioni in Iran, in Libano e in Venezuela, oltre al blocco imposto a Cuba.
“Chiediamo la fine immediata delle guerre imperialiste che ci portano alla catastrofe e fanno temere una guerra generale in qualsiasi momento”, ha affermato un rappresentante della sezione di Ginevra dell’associazione Svizzera-Cuba, che ha organizzato la manifestazione insieme al sostegno di 33 associazioni politiche e culturali.

Diversi i cartelli esposti dai manifestanti a Ginevra
Nel suo intervento ha anche criticato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, definiti “criminali di guerra e terroristi”, e ha invitato a costruire un movimento di resistenza per il diritto a vivere in pace e dignità. Ha inoltre ricordato che, da tre mesi, nessun rifornimento di petrolio raggiunge Cuba, chiedendo che “il mondo si alzi per Cuba”.

I bambini vittime collaterali sullo sfondo della guerra
Telegiornale 13.03.2026, 20:00
Il corteo, partito da Place Neuve, ha attraversato il quartiere di Plainpalais. In testa, una grande bandiera riportava lo slogan: “Da Gaza all’Avana, anche a Ginevra. Blocchiamo l’imperialismo per la difesa della vita”. Tra i cartelli esposti dai manifestanti figuravano messaggi come “Le bombe non liberano, uccidono”, “Le armi di qui non devono più uccidere i bambini di là” e “Chi fermerà il cow-boy bellicoso della Casa Bianca?”.
In migliaia in piazza anche in Spagna per dire “no” alla guerra in Medio Oriente
Migliaia di persone hanno manifestato in tutta la Spagna con lo slogan “Bisogna fermare la guerra in Medio Oriente. Non dimenticare Gaza!”, chiedendo la fine del conflitto nella regione. La mobilitazione principale si è svolta a Madrid, dove circa 5’000 partecipanti si sono radunati davanti al Museo Reina Sofía scandendo slogan contro la guerra e denunciando i bombardamenti statunitensi e israeliani, definendo urgente porre fine al “genocidio a Gaza”.
Convocate dalla piattaforma “Parar la guerra” in oltre 150 città, le proteste hanno incluso la lettura di un manifesto sostenuto da più di 200 organizzazioni e numerose figure pubbliche, che chiede la fine degli attacchi in Iran, critica sia l’alleanza tra Stati Uniti e Israele sia il regime degli ayatollah, e ribadisce il sostegno alle donne iraniane. Artisti e attivisti hanno concluso con un appello a difendere il diritto internazionale e a lavorare per una pace duratura in Medio Oriente. Manifestazioni pacifiche si sono tenute anche a Barcellona, Siviglia e Santander.










