“Siamo riuniti in un momento cruciale, un vero e proprio cambio d’epoca. Il diritto del più forte sta tornando a prevalere sulla forza della legge”. Sono parole del consigliere federale Ignazio Cassis, intervenuto giovedì in apertura della quinta edizione del Forum della Cooperazione Internazionale.
In un panorama internazionale segnato dal moltiplicarsi delle crisi e dal drastico taglio ai finanziamenti al settore, ripensare il futuro degli aiuti umanitari non è più un’opzione: è una necessità urgente. Chi lavora sul terreno lo sa bene.
“La solidarietà di cittadini e famiglie svizzere è ancora viva. – dichiara alla RSI Sylvie Arnanda di Solidar Suisse - A cambiare rotta, oggi, sono piuttosto i governi: che riducono i finanziamenti e spostano le priorità”.
“I bilanci per le spese militari stanno aumentando, e i soldi devono pur venire da qualche parte. – gli fa eco Marc Kessler di Caritas - In generale, la situazione in campo umanitario è diventata più difficile”.
E rivolgersi al settore privato, è fattibile? “Certo! – risponde Frédéric Baldini di Helvetas – Ad Helvetas cerchiamo ogni giorno soluzioni percorribili con il settore privato ed è una prospettiva interessante. Il privato non può però sostituirsi agli Stati”.






