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Board of Peace: Svizzera osservatrice critica

L’ambasciatrice Monika Schmutz Kirgöz era presente al primo incontro a Washington dell’organismo creato da Donald Trump. Interesse ma preoccupazioni per il multilateralismo e l’ONU – L’adesione? “Non è inevitabile”

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Monika Schmutz Kirgöz
02:30

RG 07.00 del 20.02.26: l’intervista di Andrea Vosti a Monika Schmutz Kirgöz

RSI New Articles 20.02.2026, 08:50

  • RSI
Di: Radiogiornale-Andrea Vosti/Diem 

La Svizzera giovedì ha partecipato come osservatrice al primo “Board of Peace” organizzato da Donald Trump a Washington. L’ambasciatrice Monika Schmutz Kirgöz ha seguito l’incontro, incentrato sulla situazione a Gaza, ma mantiene una posizione prudente sull’iniziativa del presidente americano.

“È stato molto interessante. Il focus è stato assolutamente su Gaza, ragione per la quale noi abbiamo deciso di venire qua in qualità di osservatori”, ha spiegato al Radiogiornale la direttrice della Divisione Medio Oriente e Africa del Nord del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). L’ex rappresentante della Confederazione in Italia ha ricordato l’impegno elvetico: “Per la popolazione civile palestinese abbiamo fatto tanto dal 7 ottobre 2023, abbiamo speso 150 milioni di franchi svizzeri”.

Le criticità dell’iniziativa di Donald Trump sono però evidenti. Il Board of Peace ha suscitato polemiche per i suoi statuti e per il fatto che Donald Trump si è autoproclamato presidente a vita dell’organismo. “Non era chiaro inizialmente se il focus era sulla questione palestinese o se lui voleva creare il focus per il mondo intero”, ha osservato Schmutz Kirgöz.

La preoccupazione maggiore riguarda il possibile antagonismo con l’ONU. Il presidente degli Stati Uniti ha lasciato intendere che il Board of Peace potrebbe sorvegliare le Nazioni Unite, con potenziali ripercussioni sulla Ginevra internazionale. “Analizziamo molto questo fatto se il Board of Peace potrebbe fare concorrenza all’ONU, cosa che ovviamente nessuno vuole, soprattutto neanche noi che siamo un Paese che crede molto all’ONU, al multilateralismo”, ha affermato la diplomatica elvetica.

Sulla soluzione dei due Stati, la posizione svizzera è ferma. “Rimane l’obiettivo di noi tutti”, ha dichiarato l’ambasciatrice, sottolineando che circa metà dei membri del Board of Peace ha menzionato questa prospettiva.

Quanto a una possibile adesione elvetica, l’ambasciatrice è stata chiara: “Io non direi che sia inevitabile. Innanzitutto, è una decisione che deve prendere il nostro Parlamento e alla fine anche la popolazione svizzera”.

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