I consiglieri di Stato di Zugo dovranno probabilmente rinunciare ai gettoni di presenza che percepiscono per le riunioni a cui prendono parte, comprese quelle di organismi intercantonali.
È quanto chiede una mozione del Partito socialista approvata con 46 voti contro 18 dal Parlamento cantonale, che obbliga il Governo a dare una risposta sulla questione. Solo l’UDC si è opposta in blocco alla proposta.
A lanciare il dibattito era stata la vicenda venuta alla luce in dicembre nel cantone di Basilea Campagna. A Basilea Città, in gennaio, il consigliere di Stato Carlo Conti si era dimesso per non aver indebitamente intascato 111'000 franchi in 14 anni. I membri dell’Esecutivo di Zugo avevano invece potuto dimostrare di aver sempre rispettato le norme in vigore, ma il PS contestava che potessero incassare fino a 300 franchi per seduta, quando già ne ricevono 21'000 di stipendi e 1'100 mensili di rimborso spese.
Pure Soletta ha già reagito: su iniziativa dei Verdi, il Gran Consiglio ha obbligato i consiglieri di Stato a riversare gli emolumenti nelle casse pubbliche, dopo che è emerso che Christian Wanner in un anno era stato pagato 108'000 franchi come membro del CdA di Alpiq. A Berna, infine, è stato il Governo stesso a rinunciare alle indennità.
ATS/pon
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Il servizio di Roberto Porta
RSI Info 27.03.2014, 20:27





