Ticino e Grigioni

Cos’è l’hantavirus delle Ande e come avviene il contagio

Un paziente rientrato da una crociera in Sudamerica è in isolamento all’Ospedale universitario di Zurigo - L’intervista agli esperti Céline Gardiol (UFSP) ed Enos Bernasconi (EOC)

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Hantavirus: capiamo cos'è

SEIDISERA 06.05.2026, 18:00

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Di: SEIDISERA - Paola Latorre / M. Ang. 

Una persona colpita da un’infezione di hantavirus è stata ricoverata all’Ospedale universitario di Zurigo. Si tratta di un uomo rientrato in Svizzera alla fine di aprile dal Sudamerica e che aveva viaggiato sulla nave da crociera Hondius, la stessa dove si sono registrati diversi casi della malattia. La moglie non sta manifestando sintomi, e nel frattempo si è messa in autoisolamento.

Il viaggio e i primi sintomi

L’uomo ha lasciato la Hondius quando la nave ha fatto scalo all’isola di Sant’Elena, nel sud dell’Atlantico, tra il 22 e il 24 aprile. Da lì ha preso un volo per tornare in Svizzera. Qui ha accusato i primi sintomi, come spiega alla trasmissione radiofonica SEIDISERA della RSI, Céline Gardiol, responsabile della sezione Controllo delle infezioni e programma di vaccinazione dell’Ufficio federale della sanità pubblica. “Questa persona è tornata a casa asintomatica. Questo è un punto importante. Perché significa che durante il viaggio di ritorno, non era contagiosa. Una volta arrivata in Svizzera, dopo alcuni giorni, ha sviluppato dei sintomi ed è stata informata della situazione a bordo della nave. Quindi, ha avuto l’istinto di chiamare il suo medico che ha ipotizzato che la persona fosse infetta dal virus e ha contattato direttamente l’Ospedale Universitario di Zurigo, che ha potuto quindi prendersi cura del paziente in modo appropriato fin da subito”.

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Hantavirus: un paziente a Zurigo

SEIDISERA 06.05.2026, 18:00

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Isolamento e misure precauzionali

L’uomo ora si trova in isolamento e sta bene. Anche la moglie si trova in isolamento a casa sua, una misura che ha preso di sua iniziativa. E per il momento è asintomatica. La coppia ha agito nella maniera giusta, ha precisato Céline Gardiol. “La persona che ha manifestato i sintomi si è comportata esattamente come ci si aspetterebbe. Si è assicurata di non poter trasmettere il virus a nessun altro. E anche il medico di base è stato veloce a reagire, chiamando l’Ospedale Universitario di Zurigo per informarli che il paziente stava arrivando. Ed è stato detto al paziente di indossare una mascherina”.

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La Mv Hondius era partita da Ushuaia, nel sud dell’Argentina, con destinazione Praia, capitale di Capo Verde, per un viaggio di 42 notti.

Hantavirus: notizie dalla nave

SEIDISERA 06.05.2026, 18:00

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L’esperienza fatta con la pandemia

Una reazione corretta dovuta anche alla pandemia vissuta 6 anni fa. “Molte cose sono cambiate dopo la pandemia. Le persone sono molto più consapevoli del rischio di trasmissione dei virus. Ora indossare una mascherina è una cosa ovvia, mentre non lo sarebbe stato prima della pandemia. E noi possiamo anche immaginare che questa persona avesse delle mascherine in casa a causa della pandemia”.

Grazie al comportamento della coppia, ai protocolli medici e al livello di contagiosità relativamente basso dell’hantavirus, l’Ufficio federale della sanità pubblica ritiene che non sussista alcun pericolo per la popolazione.

Cos’è l’hantavirus delle Ande

Per capire cosa sia questo hantavirus e la variante che ha colpito il paziente ricoverato a Zurigo, SEIDISERA ha intervistato Enos Bernasconi, medico dell’ente ospedaliero cantonale ticinese, infettivologo. Tra le altre cose la RSI lo aveva più volte sentito durante la pandemia da coronavirus. 

Con la divulgazione di questa notizia, la sensazione è stata quella di un déjà vu. La popolazione deve preoccuparsi?

“No, sicuramente non come è stato col coronavirus, nel senso che questo virus, questo hantavirus delle Ande causa rare infezioni e anche rari focolai infettivi con contagi da uomo a uomo”.

L’unico hantavirus trasmissibile tra umani

È peraltro l’unico di questi hantavirus che si trasmette da uomo a uomo. È così?

“Esatto. Ci sono, credo, una quarantina di hantavirus conosciuti e questo è l’unico in cui ci sono stati dei focolai, soprattutto, appunto nei Paesi sudamericani (in Argentina, in Bolivia, nei Paesi andini). Quindi focolai in genere all’interno della famiglia di contatti stretti, di piccole comunità, mentre con gli altri hantavirus (ci sono anche degli hantavirus europei che però causano una malattia meno severa, soprattutto un danno renale), la trasmissione non avviene da uomo a uomo”.

Come avviene il contagio

“Per tutti gli hantavirus il serbatoio principale sono dei piccoli roditori. Come ci si infetta? Come avvengono le infezioni? In genere è il contatto involontario o l’aspirazione involontaria di aerosol (che deriva da escrementi di roditori, quindi da feci, urine, saliva di roditori), è raro che ci sia un contatto diretto con un roditore, quindi un morso di un roditore”.

Il rischio su una nave da crociera

In casi come questo, una crociera dove si è a stretto contatto, quanto è probabile infettarsi?

“Credo questa sia un’esperienza abbastanza unica. Qui ci troviamo di fronte a una situazione abbastanza nuova. Comunque è chiaro che nella crociera c’è una convivenza molto stretta e se le persone stanno male e diventano sintomatiche, soprattutto nella fase iniziale, ci sono disturbi gastrointestinali: si può avere nausea, vomito e con questo ci possono essere anche facilmente formazioni di aerosol, che possono naturalmente contaminare abbastanza facilmente le persone nelle vicinanze”.

Periodo di incubazione e monitoraggio

Quanto è il periodo di incubazione? Nei prossimi giorni dobbiamo aspettarci un aumento dei possibili casi? Abbiamo visto che il paziente svizzero ha fatto in tempo ad arrivare in Svizzera e ci sono pazienti che erano a bordo di aerei....

“Una criticità è proprio legata al tempo di incubazione, che può essere lungo (si calcola da una a sei, addirittura anche fino a 8 settimane) e quindi l’osservazione delle persone potenzialmente esposte deve essere fatta per un periodo lungo. Credo che L’Organizzazione Mondiale di Sanità preveda 45 giorni di osservazione, di quarantena, quindi di non contatto con altre persone. Tra le criticità vi è il fatto che alcune persone, che erano sintomatiche, hanno fatto dei viaggi. Anche l’aereo è un contesto particolare perché l’aria, pur filtrata, ricircola nell’aereo. Perlomeno nella vicinanza del passeggero contagiato potrebbero crearsi infezioni di altri passeggeri”.

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Primo caso di Hantavirus in Svizzera

Telegiornale 06.05.2026, 12:30

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Sospetta epidemia di hantavirus su una nave

Telegiornale 04.05.2026, 20:00

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