Si susseguono a catena le reazioni in seguito alla decisione dell’Equador di accordare l’asilo politico a Julian Assange, cofondatore di Wikileaks.
L'australiano ha accolto la decisione come "una vittoria significativa". ''Adesso le cose diventeranno più stressanti'', ha aggiunto, ringraziando lo staff dell'ambasciata che lo ha ospitato per 58 giorni.
La decisione "non cambia niente"
La Gran Bretagna ha dal canto suo ribadito che Assange non lascerà da uomo libero l’ambasciata equadoregna a Londra.
La decisione dell'Ecuador di dare a Julian Assange l'asilo politico "non cambia niente", ha indicato il Foreign Office, che oltre a essersi detto "deluso" dalla decisione, ricorda che in base alla legge britannica l'australiano ha esaurito tutte le opportunità di presentare appello e adesso il governo di Sua Maestà è vincolato ad estradarlo in Svezia.
"Assange potrà difendersi"
Stoccolma intanto rifiuta "fermamente qualsiasi accusa" secondo la quale la sua giustizia non garantisce il diritto di difendersi, ha dichiarato il ministro degli Esteri Carl Bildt sul suo account Twitter.










