Donald Trump è ri-partito per Davos. E diventa una notizia poiché il presidente americano, che doveva atterrare mercoledì alle 10.00 all’aeroporto di Zurigo-Kloten, si è imbarcato su un altro aereo dopo il problema elettrico all’Air Force One. Trump dovrebbe arrivare in Svizzera con circa tre ore di ritardo.
Nella località grigionese il presidente degli USA doveva tenere un discorso, molto atteso, alle 14.30, ma la “panne” si ripercuoterà quasi certamente sul programma e sulla sua agenda principalmente incentrata sulla Groenlandia. Prima della partenza Trump aveva deriso la resistenza dei Paesi europei che si stanno opponendo alla sua intenzione di annettersi l’isola. Alla domanda su fino a che punto fosse disposto a spingersi, ha risposto: “Lo scoprirete”.
Anche il segretario generale della NATO Mark Rutte si è espresso in merito, rassicurando che sta lavorando “dietro le quinte” per risolvere le tensioni legate alla Groenlandia e che senza il presidente Trump “non avremmo preso le decisioni cruciali per far progredire la nostra economia”.
In mattinata ha parlato il presidente egiziano Abdel-Fattah el-Sisi, che ha affermato che la causa palestinese è ancora “in prima linea tra le priorità” in Medio Oriente.

Guy Parmelin apre il WEF di Davos
Telegiornale 20.01.2026, 12:30







