I dati definitivi confermano una vittoria del blocco della Guida suprema Ali Khamenei nel secondo turno delle elezioni parlamentari svoltesi ieri in Iran. La formazione del presidente Mahmud Ahmadinejad però tutto sommato regge e non è chiaro quale scelta di campo faranno deputati indipendenti o indecisi.
Dei 65 seggi in palio in questo secondo turno, riferisce l'agenzia Fars, 22 sono andati al Fronte unito dei principalisti (vicino al Khamenei) e 15 al Fronte della resistenza (Paidari, sostenitore di Ahmadinejad). Gli indecisi o indipendenti sono 15. I nomi di sei eletti, riferisce l'agenzia iraniana, compaiono nelle liste di entrambi gli schieramenti e nove sono «indipendenti».
A conquistare più seggi è stato comunque il Fronte unito dei principalisti (detto anche dei Fondamentalisti o Tradizionalisti, che raccoglie i più fedeli ai principi fondatori della rivoluzione islamica iraniana) e che al primo turno aveva già ottenuto 180 dei 290 seggi in palio.
Raccolto intorno all'ayatollah Mohammad Reza Mahdavi Kani, è comunque un fronte tutt'altro che compatto visto che a comporlo vi sono fondamentalisti riformisti e tradizionalisti, ex sostenitori del governo e i cosiddetti «Ulema combattenti». Del Fronte fa parte anche l'attuale presidente del Parlamento, Ali Larijani.






