La presa di posizione del Consiglio federale sull’insegnamento delle lingue nazionali nelle scuole ha suscitato critiche in diversi cantoni della Svizzera tedesca. Pur riconoscendo che la materia è di competenza cantonale, il Governo ritiene che il francese debba continuare a essere insegnato già dalle elementati. Una posizione che si scontra con le decisioni prese negli ultimi mesi da numerosi parlamenti cantonali.
A Zurigo, dove il legislativo ha approvato il rinvio dell’insegnamento del francese alle scuole medie, la granconsigliera del Centro Kathrin Wydler ha definito “deplorevole” l’intervento di Berna. Tra gli argomenti a favore della riforma, ha spiegato Wydler ai microfoni del Radiogiornale, vi è il fatto che per molti allievi il tedesco rappresenta già una seconda lingua e che l’apprendimento precoce del francese non avrebbe prodotto i risultati sperati.
Critiche arrivano anche dal canton Argovia, che ha deciso di posticipare l’introduzione del francese alla sesta o alla settima classe. La responsabile dell’istruzione Martina Bircher accusa il Consiglio federale di una posizione contraddittoria: da una parte difende l’autonomia cantonale in ambito scolastico, dall’altra interviene ora sull’insegnamento delle lingue. A suo avviso, conta soprattutto che gli studenti terminino la scuola con una buona padronanza linguistica, indipendentemente da quando iniziano a studiare una lingua.
Il Consiglio federale sostiene invece che l’insegnamento di una seconda lingua nazionale alle elementari favorisca la comprensione tra le regioni linguistiche e l’armonizzazione della formazione di base prevista dalla Costituzione e dal concordato HarmoS.
Oltre a Zurigo, hanno già deciso di rinviare il francese alle scuole medie anche i cantoni di Svitto, San Gallo, Appenzello esterno e Turgovia. Il tema è inoltre oggetto di discussione a Basilea Campagna, Sciaffusa e Berna.
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Una seconda lingua nazionale a scuola, per legge
SEIDISERA 12.06.2026, 18:00
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