Ha preso avvio a Bellinzona nella mattinata di oggi, mercoledì, il processo d'appello al Tribunale penale federale (TPF) nei confronti di Alieu Kosiah.
L'ex comandante liberiano era stato giudicato reo di crimini di guerra commessi, fra il 1993 e il 1995, durante il primo conflitto civile esploso nel suo Paese. Il TPF, accogliendo le richieste del Ministero pubblico della Confederazione (MPC), lo condannò nel 2021 a 20 anni di carcere. Nei suoi confronti venne inoltre disposta l'espulsione dalla Svizzera per un periodo di 15 anni. L'uomo, che si dichiara non colpevole, ha presentato ricorso alla corte d'appello. La procura ha nel frattempo esteso l'accusa anche a crimini contro l'umanità (che potrebbero comportare l'ergastolo e quindi ritardare il rilascio di un paio di anni).
Bellinzona, sentenza storica
Telegiornale 18.06.2021, 22:00
Kosiah è in prigione in Svizzera dal novembre del 2014, quando venne arrestato a Berna a seguito delle denunce presentate da 7 vittime. Le accuse nei suoi confronti vertono, segnatamente, sulle uccisioni di civili e soldati al di fuori dei combattimenti: uccisioni da lui stesso compiute, ordinate o alle quali avrebbe partecipato. È anche accusato di aver stuprato una donna e di aver profanato il corpo di un cadavere.






