L’UDC, che aveva presentato e sostenuto l’iniziativa contro l’immigrazione di massa accolta dal popolo il 9 febbraio 2014, non è per niente soddisfatto delle modalità d’attuazione del nuovo articolo costituzionale. Nelle battute conclusive della sessione invernale alle Camere, si continua a discutere per definire i contorni dell’applicazione.
Il presidente democentrista Albert Rösti ha intanto affermato al telegiornale della SRF che il suo partito rinuncia definitivamente a lanciare un referendum contro il piano d’attuazione definito dal Parlamento. Rösti ha spiegato che ieri, martedì, “durante la riunione dei vertici dell’UDC svizzera si è ritenuto opportuno non ricorrere alla soluzione del referendum”.
Il parlamentare bernese sostiene inoltre che “quest’ultima eventualità ci avrebbe riportato all’attuale situazione, in cui non è possibile controllare l’immigrazione”, rimarcando il fatto che i democentristi non credono che il Parlamento adotterebbe una legge più severa. "E portare i cittadini alle urne non servirebbe a nulla", ha concluso Rosti.
EnCa
Dal TG12.30:




