Svizzera

L'aborto sarà ancora rimborsato

Nettamente bocciata l'iniziativa che chiedeva che non fosse più a carico della cassa malati obbligatoria

  • 09.02.2014, 19:59
  • Ieri, 12:58
La Svizzera ha uno dei tassi di aborti più bassi d'Europa

La Svizzera ha uno dei tassi di aborti più bassi d'Europa

  • KEYSTONE

I costi dell’aborto continueranno a essere coperti dalla cassa malati obbligatoria in tutti i casi, non solo quando è la conseguenza di uno stupro o di una minaccia per la salute della madre. L’iniziativa lanciata dagli ambienti contrari alle interruzioni di gravidanza non ha avuto scampo davanti al popolo, che l’ha bocciata oggi (domenica) con il 69,8% dei voti. Solo Appenzello Interno si è espresso a favore, mentre ha detto ampiamente “no” il Vallese, altro bastione cattolico che nel 2002 aveva bocciato la cosiddetta soluzione dei termini.

I promotori del testo sostenevano di non voler rimettere in discussione la depenalizzazione dell’aborto, ma non hanno convinto al di fuori dei loro ranghi, nemmeno facendo leva sull’effetto (molto modesto, un franco all’anno per assicurato) che la misura avrebbe avuto sui costi della sanità.

Un “sì”, avevano fatto valere invece i contrari, avrebbe avuto un impatto importante sulle donne toccate dal provvedimento, che sarebbero state tentate da soluzioni a buon mercato e quindi pericolose. La Svizzera ha uno dei tassi di aborti più bassi in Europa: nel 2012 ne sono stati praticati 10'853.

ATS/pon

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Le reazioni

Il "no" all'iniziativa per il finanziamento privato dell'aborto è "un chiaro segnale in favore della solidarietà nell'assicurazione malattia di base", secondo il ministro della sanità Alain Berset. Popolo e cantoni hanno rifiutato di far portare alle donne anche il fardello economico di un'interruzione di gravidanza e confermato una politica che ha dato prova di efficacia, come dimostra il basso tasso di aborti nel paese. Soddisfazione è stata espressa anche dal comitato contrario al testo: "il risultato è stato altrettanto chiaro di 12 anni fa", si è rallegrata la sua presidente Babette Frank, ma "questo preoccupante ritorno dei valori conservatori si riproporrà nei prossimi anni". Come Berset, anche i promotori della proposta hanno ammesso che a prevalere è stato il principio di solidarietà. Sarà dunque inutile, in un prossimo futuro, tornare alla carica per ridurre il catalogo delle prestazioni rimborsate.

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  • La reazione di Alain Berset

    RSI Info 09.02.2014, 20:12

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