Svizzera

Ospedale universitario di Zurigo, “gravi mancanze” in cardiochirurgia

Il nosocomio ha pubblicato un rapporto sul caso dell’ex primario Francesco Maisano: fra il 2016 e il 2020 decine di decessi inattesi. Una ventina di casi segnalata alla procura

  • 53 minuti fa
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Unispital di Zurigo conferma le accuse al cardiochirurgo

Telegiornale 05.05.2026, 12:30

Di: ATS/pon 

L’Ospedale universitario di Zurigo ha ammesso gravi mancanze nella chirurgia cardiaca degli anni dal 2016 al 2020. Un rapporto documenta decine di decessi.

L’indagine indipendente ha accertato per questo periodo una mortalità in eccesso di una settantina di pazienti, come ha comunicato martedì l’Ospedale universitario. L’ospedale ha denunciato alla procura 11 decessi particolarmente sospetti e l’uso inappropriato di dispositivi medici in 13 casi. Gli inquirenti dovranno verificare se vi siano violazioni penalmente rilevanti.

Le cause delle irregolarità risiedono, secondo il rapporto, in un fallimento gestionale complessivo. L’allora primario della clinica Francesco Maisano sarebbe stato nominato nel 2014 in modo affrettato e senza un’adeguata verifica delle sue qualifiche e dei suoi conflitti di interesse. Inoltre, l’allora direzione dell’ospedale avrebbe trascurato il proprio dovere di vigilanza e riconosciuto troppo tardi i segnali d’allarme.

Dimissioni nel consiglio dell’ospedale

Come conseguenza dei risultati dell’indagine, tre membri di lunga data del consiglio dell’ospedale si dimettono. Vogliono così permettere un nuovo inizio a livello di personale. L’USZ ha chiesto ufficialmente scusa alle persone colpite e ai loro familiari per le sofferenze subite e ha istituito un servizio di consulenza speciale.

“I risultati ci hanno colpiti profondamente”, ha dichiarato il presidente del nosocomio, André Zemp davanti ai media martedì.

Nel frattempo la clinica di chirurgia cardiaca ha riconquistato la sua buona reputazione e elevati standard qualitativi sotto una nuova direzione. Il tasso di mortalità si colloca, secondo i rapporti attuali, nuovamente nella norma. Con regole di compliance più severe, un registro per i legami di interesse e un sistema di segnalazione delle irregolarità in fase di pianificazione, la direzione dell’ospedale vuole prevenire in futuro episodi simili.

La vicenda

Il caso era venuto alla luce nel 2018 con i primi articoli di stampa, ma davvero “esploso” solo nel 2020 grazie a un whistleblower, che come Maisano aveva poi lasciato l’ospedale nel 2021. Il primario italiano, ancora oggi professionalmente attivo in questo ramo a Milano, secondo quanto emerso già allora avrebbe fatto uso di un cosiddetto “cardioband” (oggi non più autorizzato e ritirato dal mercato) di un’azienda in cui era direttamente coinvolto e senza dichiarare il conflitto di interessi. In pubblicazioni scientifiche, avrebbe inoltre presentato risultati in modo più positivo di quanto risultava invece dalle cartelle mediche.

La pressione mediatica e politica nonostante la separazione consensuale fra nosocomio e medico era cresciuta, tanto che nel 2024 era stato affidato all’ex giudice federale Niklaus Oberholzer il compito di fare del tutto chiarezza.

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Il riassunto dello scandalo del cardiochirurgo

Telegiornale 05.05.2026, 12:30

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