Il controspionaggio elvetico presenta delle importanti lacune. È quanto ha constatato la commissione di politica di sicurezza del Consiglio nazionale dopo essere stata informata dei recenti casi di inchieste in Svizzera da parte di stati esteri.
Occorrono correzioni del sistema
Il deputato UDC Thomas Hurter, presidente della commissione, ha dichiarato martedì che in Svizzera ci sono “piccole ma pregiate possibilità” in materia di controspionaggio, ma ha aggiunto che in futuro occorrerà ricorrere a delle correzioni del sistema. In particolare gli interventi dovranno riguardare la quantità di personale e le risorse tecniche.
"La minaccia viene anche dall'interno"
Ciò a cui bisogna prestare particolare attenzione, aggiunge il presidente della commissione, è la “minaccia che proviene dall’interno”. A questo proposito è importante una selettiva scelta del personale, soprattutto in ambito informatico.
Riguardo alle intercettazioni dell’organo statunitense NSA il presidente ha affermato che, nonostante rappresentino un caso grave, non hanno avuto conseguenze pesanti per la Svizzera.
ATS/GTa






