“La Svizzera viene spiata e continuerà ad esserlo”, ha dichiarato Ueli Maurer, invitando a non cedere all’isteria in merito alla vicenda che vede protagonista l’Agenzia per la sicurezza nazionale statunitense.
Sul tema, il presidente della Confederazione è stato bersagliato dalle domande dei giornalisti al termine della seduta del Consiglio federale. A chi gli chiedeva se trasmetterà una nota di protesta all’ambasciata, ha risposto che non intende né confermare, né smentire per poi aggiungere che, in ogni caso, il Governo non si lascerà dettare l’agenda politica dalla stampa o da parlamentari indignati.
Collaborazione con i servizi segreti statunitense solo contro il terrorismo
Il responsabile del Dipartimento federale della difesa ha quindi ricordato che l’Esecutivo è già intervenuto in giugno per chiedere spiegazioni a Washington e che il 20 settembre ha condannato qualsiasi attività di spionaggio, indipendentemente dagli autori. Ha infine ricordato che Berna non collabora con i servizi segreti del paese nordamericano, se non per quanto concerne la lotta al terrorismo, e che non trasmette informazioni sui politici.
ATS/dg







