In un antico atelier a Les Brenets (NE) lavora un giovane maestro delle lancette. Il tempo per tutti è prezioso, ma per Raùl Pagès lo è ancor di più. Un suo capolavoro, l’RP1, ha appena vinto i 150’000 franchi assegnati del premio Louis Vuitton assegnato durante il salone degli orologiai indipendenti a Ginevra.
La particolarità della sua creazione, che si ispira ai vecchi orologi da tasca, è di dedicare quadranti distinti alle lancette di ore, minuti e secondi. “Miniaturizzare certi meccanismi e integrarli in un orologio da polso è stata una grande sfida tecnica”, spiega alla RSI Raùl Pagès.
Il premio gli ha procurato tanto prestigio. Anche se di questi tempi gli orologiai indipendenti, fortemente spinti dai social, non hanno granché bisogno di pubblicità. “I collezionisti, che ultimamente hanno acquisito conoscenze tecniche impressionanti, si interessano sempre di più al nostro lavoro - conferma l’orologiaio -. E questo è importante per noi artigiani che curiamo l’estetica e la tecnica nei minimi dettagli”.
Raùl Pagès è uno degli eredi del genio orologiero neocastellano. Il locale in cui lavora era infatti occupato un tempo da una nota azienda del settore, e lui ha imparato il mestiere restaurando scatole musicali e automi. Antiche meraviglie del tictac alle quali ha reso omaggio con una creazione costatagli due anni di lavoro. “La tartaruga - dice indicando la sua fatica - è un simbolo universale di longevità e di stabilità nel quale mi identifico. È per questo che ho scelto di riprodurla. Una tartaruga la cui marcia è anche simbolo del tempo, in tutto il suo inesorabile, lento trascorrere.






