Il Ministero pubblico vodese ha chiesto oggi, venerdì, la condanna all'ergastolo e all'internamento a vita nei confronti dell'omicida di Marie, la 19enne rapita e strangolata nei pressi di Payerne nel maggio del 2013.
Un'immagine della ragazza, uccisa brutalmente tre anni fa nei pressi di Payerne
"Per l'assassinio di un'innocente e affinchè non ci sia una prossima volta", ha dichiarato il procuratore generale
Eric Cottier, motivando la sua richiesta di pena, nel corso della sua requisitoria al processo in corso al tribunale criminale di Renens.
Cottier ha sottolineato che entrambi i periti chiamati in causa concordano sul fatto che l'imputato non sarà mai accessibile ad un trattamento terapeutico. "Bisogna evitare che un giorno qualcuno possa girare la chiave e aprire la porta, a meno di progressi della scienza. Ma nessuno ci conta", ha affermato Cottier.
Le considerazioni della difesa
Loic Parein, il legale della difesa, ha da parte sua cercato di contestare le due perizie psichiatriche concernenti il suo assistito. In particolare quella che attesta l'incurabilità dell'imputato "sulla base di nulla", ha sostenuto Parein. Contrariamente a tale parere, l'avvocato ritiene che la responsabilità penale debba qui essere considerata come mediamente diminuita.
Il legale si è inoltre scagliato contro l'internamento a vita, una misura da lui definita "inumana" e "incompatibile con i principi della Convenzione europea dei diritti umani".
Parein ha infine invitato la corte a fare astrazione dall'opinione pubblica e dall'impatto mediatico della vicenda, e a non cedere ad un "processo di vendetta".
ATS/ARi
Dal TG20 del 11.03.2016
Dal TG12.30:
PP 12.00 dell'11.3.2016 - Il servizio di Gabriele Fontana
RSI Info 11.03.2016, 13:10
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RG 18.30 dell'11.03.2016: il servizio Gabriele Fontana
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