Il settore dei media in Svizzera adotta un codice di condotta comune per regolare l’uso dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo è rafforzare la fiducia del pubblico verso questa tecnologia, in un momento in cui diversi studi mostrano diffidenza nei confronti dei contenuti generati con l’IA. Il codice si ispira a una convenzione del Consiglio d’Europa sull’intelligenza artificiale e i diritti umani, firmata a fine marzo 2025 a Strasburgo dal consigliere federale Albert Rösti.
L’iniziativa viene presentata oggi, giovedì, allo Swiss Media Forum di Lucerna e riunisce gli editori della Svizzera tedesca, romanda e italiana, le radio e televisioni private, la SSR e l’agenzia di stampa Keystone-ATS. Anche il Consiglio della stampa svizzero, che si occupa di questioni deontologiche, sostiene il progetto.
Il testo stabilisce i seguenti principi:
Le imprese mediatiche e il loro dipendenti rimangono responsabili di tutti i contenuti pubblicati, indipendentemente dal fatto che siano stati prodotti da esseri umani o con il supporto dell’IA.
I media si impegnano a formare il personale sull’uso dell’intelligenza artificiale, a rispettare i diritti d’autore e a proteggere i dati.
A tutela dei processi democratici, i media dovranno adottare misure contro la diffusione di informazioni false.
Per favorire la trasparenza, i media dovranno informare il pubblico sul loro utilizzo dell’intelligenza artificiale.
“Con questo codice stabiliamo una base comune per garantire che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale rimanga trasparente e comprensibile”, ha dichiarato Susanne Wille, direttrice generale della SSR.

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Notiziario 07.05.2026, 06:00
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