Svizzera

Meno solidarietà per i più poveri

La Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale denuncia una situazione "preoccupante"

  • 03.01.2014, 17:56
  • 4 maggio, 12:48
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  • Ti-Press / Carlo Reguzzi

La solidarietà a favore della popolazione più povera è in calo. Lo sostiene la Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (COSAS).

Delle 250'000 persone che nel 2012 hanno beneficiato dell’aiuto sociale, circa la metà aveva meno di 18 anni. L'assistenza dovrebbe quindi essere vista non come un costo, ma come un investimento per permettere a queste persone di uscire in modo permanente dalla povertà, è stato spiegato venerdì in una conferenza stampa a Berna.

"Rivedere i modelli d'incitamento finanziario"

Per far fronte a questa situazione, definita come preoccupante, la COSAS intende riesaminare i modelli d'incitamento finanziario, introdotti nel 2005. A seguito di una riforma, gli importi stanziati per coprire i bisogni di base sono stati diminuiti. Le persone che lavorano o che stanno compiendo sforzi per integrarsi attivamente nella società ricevono invece più denaro. “Il problema è che molte persone in assistenza non hanno più alcuna possibilità di esercitare un'attività lucrativa”, ha spiegato il presidente della conferenza Walter Schmid .

ATS/cos

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Diversi comuni abbandonano

Alla Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale aderiscono la Confederazione, tutti i cantoni, circa 600 comuni e alcune associazioni di aiuto sociale private. L’ente è confrontato con un periodo difficile, con l’abbandono di diversi comuni. Walter Schmid, 60 anni, lascerà la carica di presidente in maggio.

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  • RG 18.30 - Il servizio di Roberto Chiesa

    RSI Info 03.01.2014, 19:20

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