L’accesso al mercato europeo diventerà nettamente più difficile anche per gli attori del settore finanziario svizzero in conseguenza del voto sull’immigrazione di massa, secondo il segretario di Stato Jacques de Watteville. Per la Confederazione non sarà semplice trovare alleati.
“Senza libera circolazione delle persone non c’è nemmeno quella dei servizi”, ha affermato de Watteville in una conferenza stampa a Berna, citando una frase riferitagli durante un incontro avuto la settimana scorsa in Italia.
Trovare una soluzione con Bruxelles è considerato essenziale per garantire a lungo termine la prosperità della piazza elvetica, ma il compito è “ora più arduo” anche perché Berna non ha modo di esercitare pressioni nei negoziati sulla fiscalità del risparmio o sull’imposizione delle imprese: “l’UE sa che dovremo prima o poi accettare lo scambio automatico di informazioni e può permettersi di attendere”.
ATS/pon
Il bilancio e le prospettive
De Watteville ha anche tracciato un bilancio dei tre mesi trascorsi alla testa della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali, parlando di un'attività "intensa e appassionante". Nel 2013, ha detto, è stata svolta una mole di lavoro colossale: fino al febbraio di quest'anno sono stati conclusi 42 accordi contro la doppia imposizione secondo i nuovi standard dell'OCSE, di cui 36 già entrati in vigore. Watteville ha citato l'accordo FATCA con gli Stati Uniti e quelli con Gran Bretagna e Austria. Nell'ambito dei lavori dell'OCSE sullo scambio automatico di informazioni, ha ricordato, Berna è riuscita a fare accettare alcune sue condizioni. Il 2014 non sarà da meno: sono una decina i tavoli su cui si negozia contemporaneamente.
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