Svizzera

"Molti interventi nel Locarnese"

REGA, nella Svizzera italiana meno missioni primarie

  • 11.04.2013, 15:22
  • 06.06.2023, 12:50

Tre piloti a tempo pieno, due part-time, tre soccorritori professionisti e nove medici di urgenza compongono la squadra della Rega nella Svizzera italiana. Oggi sono stati forniti i dati sugli interventi effettuati a livello nazionale e regionale nel 2012. Ne abbiamo parlato con Paolo Menghetti , capo base della Rega Ticino.

Nel 2012 sono state 557 le missioni effettuate dalla Rega nella Svizzera italiana, in crescita o in diminuzione rispetto all’anno prima?

“Si è registrata una flessione per quanto riguarda le missioni primarie, 30 in meno, ossia quelle effettuate direttamente sul luogo dell’incidente. Al contrario vi è stato un lieve aumento (+10) di quelle secondarie. I dati sono in linea con quelli nazionali, siccome le nostre missioni sono legate alle condizioni meteorologiche. Condizioni che influenzano l’afflusso dei turisti nella nostra regione che amano le attività all’aria aperta”.

In che periodo dell’anno i vostri interventi sono più frequenti?

“La nostra attività si concentra nei mesi di giugno, luglio e agosto. Se però in questo periodo il tempo è sfavorevole, di conseguenza calano anche i nostri interventi. Per esempio nel 2011 sono stati registrati 124 incidenti in montagna. Lo scorso anno 72, proprio a causa del cattivo tempo. Al contrario, a livello regionale, in dicembre dove vi sono stati un buon innevamento e giornate con il sole, i nostri interventi sono raddoppiati”.

Vi sono zone della Svizzera italiana in cui si registrano più incidenti?

“Sì, avvengono generalmente nel Locarnese e nell’Alto Ticino, zone in cui i turisti, soprattutto svizzerotedeschi amano recarsi. Nella maggior parte dei casi i nostri interventi avvengono a causa di incidenti legati a malori o a cadute”.

Sono in aumento i casi di persone che richiedono l’intervento della Rega quando non è necessario, per esempio per stanchezza?

“Non direi. Non ho dati precisi, ma sono più o meno una quindicina gli interventi di prevenzione, come li chiamiamo noi, effettuati annualmente. Questi interventi, spesso coordinati con i guardiani delle capanne, vengono organizzati dalla base, evitando un intervento diretto sul posto. La priorità rimane comunque quella di assicurare a chi chiede aiuto la sua incolumità. Per esempio, far sì che non si trovi all'aperto quando cala la notte”.

Nel 2012, dei 557 interventi, ce n’è stato uno particolarmente impegnativo?

“In generale, i più impegnativi sono quelli effettuati di notte e con il maltempo. Oltre alla difficoltà del volo notturno, si aggiunge la difficoltà per il medico di prestare sul posto le prime cure al paziente. Ogni intervento ha la sua particolarità. Poi vi sono alcuni interventi che sono semplici a livello tecnico, ma difficili a livello emotivo”.

Alessandra Spataro

Essi avvengono, ci ha spiegato sempre Paolo Menghetti, di notte e nelle zone vicine alla frontiera. In Italia infatti gli elicotteri non possono volare al buio, ma solo da un eliporto all’altro che sono illuminati.

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