Lo scorso anno, dei 41'700 giovani soggetti all'obbligo di leva, 25'213, pari al 63,6%, sono stati dichiarati abili al servizio militare, 5'164, ossia il 13%, abili al servizio nella protezione civile e 9’298 (il 23,4%) inabili dal punto di vita medico. Le restanti circa 2’000 persone sono state rimandate per diversi motivi.
Secondo il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport, il tasso di idoneità dei ticinesi si situa al 63%, quella dei grigionesi al 66,7%. Per quanto concerne l'inabilità al servizio, su 1'426 giovani ticinesi valutati in via definitiva, 341 (23,7%) sono stati scartati. Una percentuale poco sopra la media nazionale (23,4%).
Oltre mille dichiarazioni di rischio
Nel 2013, in seguito ai controlli di reclutamento, sono state emanate 1'038 dichiarazioni di rischio, segnalazioni con le quali l'esercito vuole impedire che persone potenzialmente pericolose per se stesse o per il proprio entourage possano prestare servizio militare.
Sempre lo scorso anno, 181 donne hanno partecipato al reclutamento a titolo volontario: 151 di esse sono state dichiarate abili. Le cittadine svizzere possono prestare a titolo volontario anche servizio nella protezione civile.
ATS/FM







