Si è appena conclusa a Berna la sessione estiva della Camere federali (qui, la cronaca dei lavori parlamentari). Una sessione che lascia in eredità tre grandi dossier destinati a tornare davanti al popolo svizzero: l’apertura al nucleare, il finanziamento della 13ma AVS e la questione dei salari minimi nei contratti collettivi.
13ma AVS: aumento dell’IVA come unica via
Per trovare i miliardi necessari a versare la 13ma mensilità AVS già dalla fine di quest’anno, Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati sono finiti in conferenza di conciliazione. La soluzione trovata non soddisfa pienamente quasi nessuno: un aumento dell’IVA di 0,4 punti percentuali, senza toccare i salari. La misura, imposta dalla Costituzione, dovrà comunque essere approvata in votazione popolare. Sullo sfondo resta la grande riforma AVS 2030, nell’ambito della quale tornerà sul tavolo anche la questione dell’età di pensionamento.
Nucleare: il Parlamento cambia rotta
Quello energetico è il dossier segnato da un doppio ribaltone. Il parlamento ha approvato il controprogetto indiretto del Consiglio federale all’iniziativa «Stop al blackout», abrogando di fatto il divieto attuale di costruire nuove centrali nucleari in Svizzera. Una svolta strategica rispetto alla votazione popolare di dieci anni fa, con cui il paese aveva scelto l’abbandono progressivo dell’energia atomica. A sorpresa, il Consiglio nazionale ha inoltre cambiato posizione all’ultimo momento sul rinvio del dossier al governo. Un referendum appare più che probabile.

Via libera al nucelare dal Nazionale
Telegiornale 18.06.2026, 20:00

Nucleare: pressioni sul voto dei parlamentari
Telegiornale 18.06.2026, 20:00
Salari minimi: i sindacati minacciano il referendum
Stesso scenario si profila per la decisione di far prevalere i salari minimi fissati nei contratti collettivi di lavoro su quelli stabiliti a livello cantonale. L’Unione sindacale svizzera ha già annunciato il referendum.
Fuochi d’artificio: la sorpresa delle votazioni finali
In chiusura di sessione è arrivata anche un’inattesa notizia: il Consiglio nazionale ha respinto il controprogetto indiretto all’iniziativa popolare che chiede di vietare i fuochi d’artificio. Anche in questo caso si andrà quindi a votare sul divieto di vendita e utilizzo da parte dei privati.




