Il Ministero pubblico della Confederazione ha aperto una procedura penale contro ignoti per far luce su attività di spionaggio informatico avvenute durante i colloqui sul nucleare iraniano* conclusisi a Ginevra a inizio aprile. Secondo le informazioni raccolte, un potente virus battezzato Duqu, e scoperto da una società di sicurezza informatica con base in Russia, è stato usato per controllare telefoni, computer, ascensori e sistemi di allarme negli hotel in cui si sono svolti gli incontri (Ginevra, Losanna, Montreux, Monaco e Vienna). A metà maggio è stato confiscato del materiale in un albergo ginevrino. Per ora non è stato comunicato se vi siano stati degli arresti.
Sospetto numero uno
Il Wall Street Journal, ieri (mercoledì), ha riferito che il sospetto numero uno è Israele. Intanto oggi, giovedì, il diretto interessato nega qualsiasi coinvolgimento.
*colloqui avvenuti fra i paesi del 5+1 (Stati Uniti, Russia, Francia, Gran Bretagna e Cina) e l’Iran
Dall'archivio
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02.04.2015: Nucleare iraniano, le tappe storiche
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PP 12.00 dell'11 giugno 2015 Il servizio di Paola Latorre
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RG dell'11 giugno 2015 Il servizio di Paola Latorre
RG dell'11 giugno 2015 Il servizio di Alan Crameri
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Dal TG20:
Spiati i negoziati sul nucleare a Ginevra
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