Svizzera

Nuove centrali nucleari non sarebbero sostenibili

Uno studio del Politecnico di Zurigo e dell’Istituto Paul Scherrer alimenta il dibattito in Svizzera, dove si pensa a un ritorno all’atomo - Servirebbe il sostegno pubblico

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  • 47 minuti fa
La centrale di Gösgen

La centrale di Gösgen

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Di: ATS/pon 

Nuove centrali nucleari in Svizzera potrebbero essere integrate in un sistema elettrico a emissioni nette zero, ma nelle condizioni quadro attuali non sarebbero economicamente sostenibili senza sostegno pubblico. È quanto emerge da uno studio del Politecnico di Zurigo e dell’Istituto Paul Scherrer di Villigen, che arricchisce di nuove cifre il dibattito in corso.

Lo studio viene pubblicato infatti in un momento politicamente delicato. La Svizzera sta discutendo la revoca del divieto di costruzione di nuove centrali nucleari. “Non faremo però un’arringa a favore o contro l’energia nucleare”, ha sottolineato oggi, lunedì davanti ai media Christian Schaffner, direttore dell’Energy Science Center del Politecnico di Zurigo. Lo studio dovrebbe piuttosto fornire una base scientifica per il dibattito.

Per la loro analisi, 19 esperte ed esperti hanno combinato diversi scenari per il sistema energetico svizzero fino al 2050 e hanno esaminato in quali condizioni quadro politiche ed economiche le nuove centrali nucleari entrerebbero a far parte del mix elettrico ottimale in termini di costi.

Non competitive

I modelli giungono a un risultato chiaro: nelle attuali condizioni quadro economiche le nuove centrali nucleari non sono competitive. Ma: “Si può fare anche senza”, ha detto André Bardow del Politecnico di Zurigo, ricercatore coinvolto nello studio.

Secondo l’analisi, la Svizzera può raggiungere il suo obiettivo di emissioni nette zero con le tecnologie esistenti e pianificate, senza che siano necessarie nuove centrali nucleari. Il sistema energetico svizzero si baserebbe quindi sull’energia idroelettrica, sull’energia solare e su altre energie rinnovabili e sistemi di accumulo. Secondo i ricercatori è inoltre determinante un funzionante commercio di energia elettrica con l’estero.

Al tempo stesso lo studio conclude che le nuove centrali nucleari possono in linea di principio essere integrate tecnicamente in un tale sistema energetico. Se verranno effettivamente costruite dipende però dalla loro competitività. Secondo i modelli, questa sarebbe raggiungibile solo se l’energia nucleare – come anche le energie rinnovabili – venisse sostenuta dallo Stato e se lo Stato si facesse carico di una parte dei rischi.

I costi di costruzione sono determinanti

Un ruolo centrale lo giocano inoltre i costi di costruzione. “In Europa abbiamo una manciata di progetti di nuove costruzioni, alcuni dei quali sono chiaramente sfuggiti al controllo. Ma in paesi extraeuropei ci sono in parte progetti in cui i costi di costruzione sono risultati molto convenienti. È quindi relativamente difficile fissarsi su una cifra”, ha detto Andreas Pautz dell’Istituto Paul Scherrer.

Le più recenti nuove costruzioni in Europa e negli Stati Uniti hanno causato costi d’investimento di circa 12’000 franchi per kilowatt. Secondo i calcoli dei modelli, la nuova energia nucleare sarebbe economica se i costi di costruzione ammontassero al massimo a circa 8’000 franchi per kilowatt di potenza installata. Una centrale delle dimensioni di Gösgen costerebbe quindi circa 8 miliardi di franchi.

Pautz non ritiene irrealistico che i costi di costruzione possano essere compressi fino a quel punto. “Parto dal presupposto che ci sarà una curva di apprendimento positiva”, ha detto l’esperto. L’industria nucleare deve però davvero trarre lezioni dagli ultimi progetti.

Il deficit elettrico invernale rimane anche con le centrali nucleari

Anche con le nuove centrali nucleari non scompare un’ulteriore sfida: l’approvvigionamento invernale. Secondo lo studio, la Svizzera non può fare a meno delle importazioni nemmeno in questo caso.

“Anche con le nuove centrali nucleari tutti i modelli prevedono che la Svizzera rimanga importatore netto”, afferma Pautz. In tutti gli scenari esaminati, uno stretto commercio di energia elettrica con i Paesi vicini rimane un elemento centrale di un approvvigionamento elettrico sicuro e accessibile.

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Notiziario

Notiziario 29.06.2026, 11:00

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