Il consigliere di Stato vodese Pascal Broulis, dopo 20 anni di Governo, non si ricandiderà per un quinto mandato nel marzo del 2022. Il capo del Dipartimento delle finanze ha confidato al quotidiano locale "Nord vaudois La Région" di aver preso la decisione "da molto tempo, insieme alla famiglia". "È il momento di cedere le redini", ha affermato, "ma continuerò a fare il mio lavoro con entusiasmo fino alla fine del mio incarico".
Philippe Leuba
La sua comunicazione era molto attesa, soprattutto dopo che anche il collega di Governo e di partito Philippe Leuba ha annunciato la sua rinuncia a candidarsi, nel suo caso per un quarto mandato. I due ministri avevano tempo fino al 20 agosto per esprimersi in merito. La sezione cantonale si riunirà in congresso il 22 settembre per valutare il da farsi. Dovrebbe proporre un ticket con tre nomi, ma finora sono solo due quelli a disposizione: l'uscente Christelle Luisier e il deputato cantonale Sergei Aschwanden, ex judoka medagliato olimpico. Si prevede inoltre che il PLR vodese cambi gli statuti, per limitare a 15 anni la permanenza dei suoi iscritti nell'Esecutivo.
Pure per Broulis, nonostante la sua longevità politica, il quarto mandato è stato decisamente più spinoso dei precedenti e anche per alcuni esponenti del suo stesso partito è stato quello di troppo. Nel 2018 le accuse di aver ottimizzato il suo carico fiscale ripartendolo fra Losanna e Sainte-Croix e per i suoi legami con il miliardario Frederik Paulsen hanno un po' macchiato, soprattutto a livello di immagine, un bilancio fino a quel momento eccellente. Questo anche se due perizie lo hanno "scagionato" sul primo punto e un'inchiesta penale è giunta alla conclusione che non ha tratto vantaggi dal rapporto con l'ex presidente del gruppo Ferring e console onorario di Russia.
Artefici del "compromesso vodese": Pascal Broulis e Pierre-Yves Maillard
Una storia di successo
Broulis, 56enne con origini greche, era entrato ad appena 20 anni nel Legislativo del suo Comune, e a 25 era il più giovane deputato del Gran Consiglio vodese, in cui si era rapidamente costruito una reputazione che nel 2002 lo aveva condotto in Consiglio di Stato. Giunto nella stanza dei bottoni, forte dell'esperienza professionale in banca come contabile e revisore, aveva avviato il risanamento della finanze vodesi, attraverso una politica dei piccoli passi condotta con molto pragmatismo.
Accanto a lui, in un "compromesso dinamico" che ha fatto avanzare a braccetto economia e socialità, c'era il socialista Pierre-Yves Maillard, che nel 2019 è passato alla guida dell'Unione sindacale svizzera.
È sempre stato riconfermato brillantemente, tanto che nel 2017 è stato il primo a superare i 100'000 suffragi. Una decina di anni fa sembrava poter ambire a traguardi ancora più ambiziosi, ma l'elezione in Consiglio federale non arrivò: nel 2009 si lanciò nella corsa per la successione di Pascal Couchepin, ma per finire non figurò sul ticket del PLR e a spuntarla fu Didier Burkhalter.
RG 08.00 del 19.08.2021 Broulis non si ricandida
RSI Info 19.08.2021, 12:05
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