Svizzera

Pedofilo condannato, "cura difficile"

Il 57enne dovrà scontare 13 anni di carcere; l'analisi con la psicologa della prima infanzia Monica Maggiori

  • 21.03.2014, 19:50
  • 4 maggio, 13:00
Durante il processo del 1998

Durante il processo del 1998

  • KEYSTONE

Il 57enne operatore sociale, che ha abusato di decine di bambini nel corso di quasi 30 anni, è stato condannato oggi, venerdì, dal Tribunale di Berna a 13 anni di carcere e a un trattamento psichiatrico e stazionario .

“Parlare di una cura, è una grande parola: ora, una delle priorità è sicuramente quella di diminuire le situazioni che mettono a rischio l’emergenza della pulsione”, ci dice Monica Maggiori , psicologa della prima infanzia e caposervizio del Servizio dell’educazione precoce speciale, che abbiamo contattato telefonicamente.

"La situazione di abuso si consuma gradualmente"

Il caso è uno dei più gravi mai registrati in Svizzera. L’uomo ha approfittato sessualmente di 124 bimbi disabili, di entrambi i sessi. “Casi simili, di persone che abusano di bimbi e bimbe diversamente abili non sono frequenti, ma esistono”, ci spiega la nostra interlocutrice, “quando si parla di una devianza psichica importante (come in questo caso) non stupisce che il soggetto si orienti anche verso persone che presentano handicap”. Inoltre, “l'avvicinamento alla situazione di abuso si costruisce gradualmente, con passi delicati e brevi, non attraverso un’aggressione vera e propria. Questo aspetto non facilita l’elemento di osservazione sia da parte di chi subisce sia da parte del contesto di accoglienza o dei famigliari”.

Per questo motivo quindi l’uomo si è potuto muovere indisturbato per tutti questi anni? “Sicuramente anche l’elemento di continuo cambiamento delle strutture per le quali ha lavorato ha facilitato ‘il suo anonimato’, non permettendo un passaggio di informazioni fra datori di lavoro”.

Ed è proprio il contesto lavorativo che ha permesso al terapeuta di venire a contatto con le sue vittime, quasi come se avesse coscientemente scelto il suo mestiere per soddisfare le sue inclinazioni sessuali: “Usare il termine ‘coscientemente’”, sottolinea Maggiori, “diventa sempre difficile quando abbiamo a che fare con patologie psichiatriche di questo genere. Chiaro però, che queste persone vengono attratte da contesti in cui possono raggiungere nella maniera più semplice le loro ‘vittime’”.

Alessandra Spataro

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  • Quale cura?

    RSI Info 21.03.2014, 16:59

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  • Un passaggio di informazioni mancante fra datori di lavoro

    RSI Info 21.03.2014, 17:01

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  • Ha coscientemente scelto il lavoro di operatore sociale?

    RSI Info 21.03.2014, 16:59

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  • RG 12.30 Il servizio di Anna Maria Nunzi

    RSI Info 21.03.2014, 13:40


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