Le aziende attive nel settore delle macchine, dell'elettronica e della metallurgia hanno già soppresso 2'000 impieghi da quando il tasso di cambio minimo tra franco ed euro è stato abbandonato. Chi è riuscito ad evitare i licenziamenti ha però spesso introdotto il lavoro ridotto o ha aumentato il carico di ore settimanali (il 15%) o ha concordato riduzioni salariali (il 4%) o, ancora, ha trasferito all'estero parte della produzione, ottimizzando il processo produttivo. Un andamento che, qualora la divisa elvetica non dovesse indebolirsi, è destinato a proseguire.
Il dato risulta da un sondaggio realizzato dall'associazione mantello della categoria; ne emerge inoltre che solo il 40% degli interpellati considera ancora soddisfacente il proprio giro d'affari, mentre crescono coloro che si lamentano della pressione sui margini.
ATS/dg




