Il gruppo parlamentare del PLR, dopo aver discusso per tre ore questa sera (martedì) dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa dell'UDC, ha chiesto che in sede di applicazione piuttosto che ai contingenti si ricorra alla priorità alla manodopera indigena, da applicare a partire da una certa soglia. In proposito c'è stata unanimità, ha spiegato il presidente, il ticinese Ignazio Cassis. Il modello, secondo i liberali-radicali, ha più possibilità di venire accettato dall'Unione Europea, con cui Berna dovrà negoziare per salvare la via bilaterale senza andare contro la volontà del popolo.
I datori di lavoro dovrebbero quindi assumere persone che risiedono già in Svizzera, prima di estendere le loro ricerche altrove. La proposta verrà inoltrata alla competente commissione. Non si specifica se l'attuazione debba avvenire su scala nazionale o regionale, come per la clausola di salvaguardia creata dal professor Michael Ambühl su mandato del canton Ticino. Una mossa unilaterale da parte di Berna nei confronti di Bruxelles viene vista solo come ultima ratio.
pon/ATS






