Con il caldo estivo l’abito leggero è gradevole se non necessario. Ma in alcuni ambienti di lavoro le regole sull’abbigliamento sono ancora molto rigide e trovare il giusto modo di vestirsi può diventare un rompicapo.
In ufficio l’avvocata Melissa Elkaim, per esempio, veste leggero e gode dell’aria condizionata. Ma durante le udienze, nel canton Vaud, va portata la toga. La legge non prevede deroghe anti-canicola: a prevalere è soprattutto il buon senso. “Portiamo sempre la toga con noi. E capita spesso che, con queste temperature, il presidente del tribunale o il giudice decidano di farcela togliere” dice Elkaim.
In altri ambienti non c’è alternativa a giacca e cravatta. È il caso dell’agente immobiliare Julien Kern che può dover incontrare il cliente ad ogni momento: caldo o non caldo. “Pantaloncini, infradito e camicia hawaiana - dice - vanno evitati”. Bisogna insomma adattarsi al contatto con la clientela. “Questo pomeriggio ho un appuntamento all’esterno per rappresentare un cliente. E così, in macchina, tengo i vestiti di ricambio” spiega Kern.
I codici di abbigliamento sono ancora molto diffusi al lavoro: trasmettono appartenenza e competenza. “Per essere un monaco bisogna vestirsi da monaco. Credo che una parte del dress code sia legata anche al gruppo: se sei a pranzo con i colleghi in camicia e tu sei l’unico in maglietta fai la figura dello stravagante” conclude Bertrand Aubrin, docente alla scuola alberghiera di Losanna.

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Telegiornale 15.07.2026, 20:00





