I controlli su porti franchi e depositi doganali vanno inaspriti per evitare che le strutture vengano usate per aggirare embarghi o fisco. Lo auspica il controllo federale delle finanze nel suo rapporto annuale. In proposito, il Dipartimento competente ha annunciato che elaborerà una strategia entro il 2015, volta a circoscrivere gli abusi.
La necessità d'agire è evidente se si pensa al valore delle merci immobilizzate in queste aree: nel 2012, ad esempio, raggiungeva ufficialmente i 15 miliardi di franchi su cui gravavano tasse per oltre un miliardo.
L'amministrazione delle dogane non dispone d'informazioni precise, ma la stampa parla di cifre da capogiro: 100 miliardi solo per le merci custodite nei due punti franchi ginevrini, che da soli rappresentano quasi la metà della superficie destinata a questo tipo di attività nella Confederazione e dove, tradizionalmente, vengono immagazzinate mercanzie costose come opere d'arte e pietre preziose.
ATS/dg






