La "Schweiz am Sonntag" violò il codice deontologico dei giornalisti, pubblicando un servizio su una conversazione online, con autoscatti a sfondo sessuale, fra una giovane donna e l'ex consigliere nazionale Geri Müller.
È la conclusione, comunicata mercoledì, del Consiglio svizzero della stampa, che in questo senso ha accolto il ricorso contro il domenicale presentato da 18 parlamentari federali. La vicenda, risalente al 2014, indusse l'esponente dei Verdi, e sindaco di Baden (AG) a non ricandidarsi per l'elezione alla Camera del popolo.
Il Consiglio ribadisce la tutela della vita privata delle personalità pubbliche "fintanto che la loro funzione pubblica non sia direttamente interessata". Un interesse pubblico preponderante all'informazione non sussiste, in via di principio, "quando sia in gioco soltanto la sfera privata, e addirittura la sfera intima" della persona, sottolinea l'organo di riferimento per i reclami di ordine etico sui mass media elvetici.
Red.MM/ARi






