Svizzera

Se ne è andato l'ultimo superstite

Gabor Hirsch si è spento all'età di 90 anni – Instancabile impegno per la memoria di Auschwitz

  • 25.08.2020, 23:44
  • 4 maggio, 23:31
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È morto Gabor Hirsch

Telegiornale 25.08.2020, 22:00

Di: TG/dielle 

Gabor Hirsch aveva 15 anni quando vide arrivare l'Armata rossa per liberarlo dal campo di concentramento di Auschwitz. Il grande testimone delle atrocità naziste è morto oggi vicino a Zurigo all’età di 90 anni. La Svizzera e il mondo intero perdono così uno degli ultimi testimoni della tragedia, che ha lottato tutta la vita per non far dimenticare.

“Per me è importante non dimenticare quanto è successo. Il passato è passato, ma noi dobbiamo pensare al futuro, affinché una cosa simile non si ripeta, questa è la mia speranza” aveva raccontato durante la sua ultima visita ad Auschwitz, lo scorso gennaio, con suo figlio.

La commemorazione per il 75esimo anniversario dalla liberazione del campo di concentramento è stata l’ultima occasione per incontrare i pochi compagni rimasti; quelli che, come lui, sono sopravvissuti.

Gabor Hirsch ha vissuto fino alla sua morte a Esslingen, nel canton Zurigo. Era nato nel 1929 in Ungheria, figlio di una famiglia ebraica. I genitori gestivano un negozio di biciclette. Alcune fotografie rievocano una gioventù spensierata.

Poi l'invasione nazista, e sulla sua giacca viene cucita una stella di Davide. Il 26 giugno del 1944 la deportazione con la mamma ad Auschwitz, lì dove gli esseri umani sono numeri. Gabor diventa il B-14'781. E viene separato dalla madre. La vede ancora una volta sola, nell’agosto del 1944; un filo spinato li separa.

“Eravamo entrambi in lacrime, spaventati dall’immagine che avevamo davanti: le teste rasate, provati fisicamente. Le volevo dare la mia porzione di pane, ma lei è stata più forte e mi ha dato la sua. Me lo ricordo bene, mancava un po’ della mollica e nel cavo ci aveva messo un po’ di marmellata. Chissà come l’aveva trovata. È stata l’ultima volta che l’ho vista.”

Gabor Hirsch è sopravvissuto e si è impegnato per non dimenticare. Ha visitato scuole, tenuto conferenze, contribuito a mantenere viva la memoria della tragedia.

"Bisogna combattere, contro l’emarginazione e contro la discriminazione per razza, religione o per l’orientamento sessuale. Questo è il mio messaggio".

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