I Gripen non decollano. Se si votasse oggi invece del 18 maggio, il 52% degli svizzeri direbbe "no" all’acquisto dei 22 caccia da combattimento (i “sì” sarebbero al 42% e gli indecisi al 6%). È quanto emerge dal primo sondaggio commissionato dalla SSR in vista della votazione federale e pubblicato oggi, venerdì, dall'istituto "Gfs.bern". Semplificando giovani e donne direbbero no al fondo, uomini e anziani sarebbero più inclini a sostenerlo. Saranno determinanti, spiegano gli esperti, i senza partito e gli elettori di centro.
Secondo il rilevamento anche l'iniziativa per un salario minimo a livello nazionale verrebbe respinta dal 52% dei votanti (“sì” al 40%, 8% indecisi), riflettendo la cesura tra fronte socialista-ecologista e quello borghese e tra Svizzera latina e Svizzera tedesca.
Gli altri due testi in votazione raccoglierebbero invece una maggioranza di consensi. L’iniziativa sulla medicina di famiglia incasserebbe due terzi dei consensi (i “no” sono al 10%, mentre il 24% si dice ancora indeciso) e quella lanciata da Marche Blanche per far sì che i pedofili non lavorino più coi bambini, otterrebbe il 74% di "sì" (19% i “no”). Il tasso di partecipazione previsto è del 45%.
Red. MM/Da.Pa.
I sondaggisti hanno sollecitato 1'209 persone. I risultati riflettono lo stato attuale e potrebbero venir ribaltati dal prossimo rilevamento e dalle urne, come accadde ad esempio il 9 febbraio sull’iniziativa UDC contro l’immigrazione di massa.









