UBS avrebbe preso contatto con le autorità statunitensi lo scorso mese di settembre per fornire loro informazioni inerenti l’inchiesta sulla presunta manipolazione dei tassi di cambio.
L’istituto di credito svizzero starebbe così tentando di ottenere l’immunità nel caso fosse riconosciuto colpevole, approfittando di un programma della divisione antitrust del Dipartimento federale della difesa americano, il quale permette che il primo soggetto che denunci le irregolarità possa beneficiare dell’immunità, a patto che cooperi e che fornisca informazioni sugli altri autori di pratiche illegali.
Dopo lo scandalo legato alla manipolazione del tasso di riferimento Libor, costato alle banche implicate nella vicenda oltre 6 miliardi di dollari sotto forma di multe o patteggiamenti, UBS si sarebbe attivata nel raccogliere informazioni già lo scorso mese di giugno, non appena sospettata di essere implicata anche in questa nuova e scomoda vicenda.
ATS/Red.MM-Ludoc.







