La Svizzera intende partecipare alla Asian Infrastructure Investment Bank, un istituto finanziario internazionale con sede a Shanghai, frutto di un'iniziativa cinese e che si pone quale alternativa alla Banca mondiale, tradizionalmente presieduta da uno statunitense.
Lo ha deciso oggi (venerdì) il Consiglio federale, senza fissare la quota elvetica nel capitale di 100 miliardi di dollari. Occorre però ora anche il benestare del Parlamento. L'AIIB, si legge nel comunicato congiunto dei dipartimenti dell'economia e delle finanze, si prefigge di contribuire allo sviluppo economico sostenible del continente, focalizzandosi sui paesi più poveri e sul finanziamento delle infrastrutture.
La Svizzera, che con la Cina sta stringendo legami sempre più stretti (dal libero scambio alle transazioni in renminbi), è il terzo paese a concretizzare il suo interesse. Francia, Gran Bretagna, Germania, Italia e Australia dovrebbero seguire.
pon/ATS
RG 18.30 del 20.03.15 - La corrispondenza di Mattia Serena
RG 18.30 del 20.03.15 - La corrispondenza di Antonio Pollio Salimbeni




