Lo studio

Svizzeri sempre più preoccupati per la sicurezza del Paese

Da un sondaggio emerge che è in aumento la richiesta di maggiori investimenti militari - Il 56% favorevole a un avvicinamento alla NATO, ma emergono fratture linguistiche

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  • Keystone
Di: ATS/FCi/ludoC 

Il senso di sicurezza che percepiscono gli svizzeri e le svizzere è ulteriormente peggiorato rispetto al 2025. Da un sondaggio del Centro di studi sulla sicurezza del Politecnico di Zurigo (ETH) emerge che è aumentato il desiderio di stanziare più fondi per l’esercito e di rafforzare la cooperazione in materia di politica di sicurezza.

L’83% ritiene che l’esercito sia “assolutamente” o “abbastanza necessario” (+3%) e diminuisce il numero di coloro che sono favorevoli all’abolizione dell’obbligo di prestare servizio militare (il 25%, l’anno precedente era il 29%). Quest’ultimo è il dato più basso dall’inizio della guerra fredda.

Sensazione di sicurezza: il dato più basso degli ultimi 20 anni

L’86% delle persone che hanno partecipato allo studio, presentato dal Dipartimento federale della difesa, ritiene che la sicurezza sia peggiorata e valuta la situazione politica mondiale in maniera pessimistica, il che corrisponde ad un netto aumento (+5 punti percentuali rispetto al 2025). Soltanto l’82% di sente sicuro in generale (-4pp). Complessivamente, rileva lo studio, il senso di sicurezza si trova al livello più basso degli ultimi 20 anni. Anche il futuro della Svizzera viene valutato in modo peggiore rispetto al 2025.

In molti auspicano un avvicinamento alla NATO

Emerge inoltre che il 56% degli intervistati è favorevole a un avvicinamento alla NATO (+3%) e il 43% (+7%) ritiene che l’adesione a un’alleanza militare europea a scopo difensivo offrirebbe maggiore sicurezza rispetto al mantenimento della neutralità.

Tuttavia, segnala lo studio, per quanto riguarda l’avvicinamento all’Alleanza Atlantica emergono fratture linguistiche. Nella Svizzera tedesca l’avvicinamento riscuote maggiore consenso (59%), rispetto alla Svizzera latina: in Romandia i favorevoli sono il 51%, mentre in Svizzera italiana “solo” il 33%. Anche per quanto riguarda il livello di istruzione si segnalano chiare differenze: gli intervistati con un livello di istruzione elevato sono quelli che sostengono maggiormente un avvicinamento alla NATO (basso: 35%, medio: 51%, alto: 62%).

Neutralità sostenuta, ma consensi diminuiti dopo lo scoppio della guerra in Ucraina

La neutralità continua però ad essere sostenuta (85%), ma i consensi sono diminuiti drasticamente dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Il 59% delle persone intervistate ritiene che non sia più possibile difendere in maniera credibile la neutralità a livello militare.

L’inchiesta è stata condotta con dati raccolti sia tramite un sondaggio telefonico sia tramite uno online. I dati sono stati raccolti tra il 6 e il 30 gennaio 2026 dall’istituto di ricerca sociale e di mercato DemoSCOPE AG.

Il campione totale comprende 2’089 intervistati (958 contattati in via telefonica e 1’131 online) ed è rappresentativo dell’elettorato della Svizzera tedesca, della Svizzera romanda e della Svizzera italiana.

Il grado di attendibilità si situa al 95% e, nel caso più sfavorevole, il margine di errore della campionatura ammonta a ±2,1 punti percentuali.

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L'esercito punta sulla difesa

Il Quotidiano 23.05.2026, 19:00

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