Un aereo della Swiss è decollato questo giovedì mattina da Muscat in Oman per riportare a Zurigo 211 svizzeri (206 adulti e 5 bambini) sorpresi in Medio Oriente dallo scoppio della guerra in Iran. Un numero ridotto se si considera che stando alle informazioni del Dipartimento federale degli affari esteri - aggiornata in un punto stampa mercoledì pomeriggio - risultavano ancora bloccati nell’area 5’200 cittadini elvetici. Le possibilità di rientro restano per loro limitate: Swiss ha annunciato che “per motivi di sicurezza” la sospensione dei voli da e per Dubai è stata prolungata fino a martedì 10 marzo incluso, mentre quella dei collegamenti per Tel Aviv fino al 22 marzo. La decisione riguarda anche la casa madre Lufthansa, che in aggiunta non volerà a Beirut almeno fino al 28 marzo e a Teheran almeno fino al 30 aprile.
Lo scalo emiratino è nuovamente operativo, in particolare è stato possibile rimpatriare un certo numero di italiani, ma decolli e atterraggi restano numericamente limitati. Emirates, la grande compagnia locale, ha annunciato un centinaio di voli fra giovedì e venerdì, uno anche a destinazione di Zurigo attorno alle 12.30 ora svizzera di oggi. Anche altri vettori hanno parzialmente ripreso le operazioni, con voli in particolare verso destinazioni dell’Europa orientale (russe soprattutto) o asiatiche, ma anche per Bergamo e Parigi.
Quanto all’aeroporto Ben Gurion, invece, ancora preso di mira in mattinata da un missile lanciato dall’Iran, la Swiss non ha al momento scelta. A Tel Aviv si posano al momento solo aerei che riportano in patria cittadini israeliani che erano rimasti bloccati all’estero.

Medio Oriente: domani un volo speciale per gli svizzeri
Telegiornale 04.03.2026, 20:00









