APPROFONDIMENTO

Voli e viaggi cancellati: è caos

Dopo gli attacchi in Iran sono stati cancellati migliaia di voli e gli hub del Golfo sono paralizzati con effetti sull’aviazione civile e il turismo. Le spiegazioni di un ex comandante e di un tour operator

  • Un'ora fa
  • 38 minuti fa
Gli hub del Golfo sono diventati snodi fondamentali del traffico aereo

Gli hub del Golfo sono diventati snodi fondamentali del traffico aereo

  • Keystone
Di: Giulio Rezzonico 

Oltre 5’000 voli cancellati in pochi giorni, 13’000 collegamenti annullati verso e dal Medio Oriente, migliaia di ritardi e deviazioni. Dopo gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran e la successiva rappresaglia di Teheran, il traffico aereo globale sta vivendo la più grave crisi operativa dalla pandemia di COVID-19. La chiusura dello spazio aereo iraniano ha infatti colpito al cuore uno dei corridoi più trafficati del pianeta, generando un effetto domino che si estende ben oltre la regione.

La Svizzera conta oltre 4’000 cittadini bloccati nell’area, in particolare negli Emirati Arabi Uniti. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha attivato una helpline 24 ore su 24 e mantiene operativi ambasciate e consolati, ma al momento non sono previsti voli di evacuazione. Swiss ha inoltre annunciato di aver sospeso i voli per Dubai fino a venerdì 6 marzo.

immagine
02:17

Migliaia di svizzeri bloccati in Medio Oriente

Telegiornale 02.03.2026, 20:00

Il Golfo, fulcro dei cieli (e una nuova dipendenza dell’aviazione civile)

“L’Iran si trova proprio in mezzo a tutto quello che è il traffico Europa - Asia. È diventato negli anni un vero e proprio spartiacque”, ha spiegato alla RSI Roberto Battaglioni, ex comandante di linea SWISS.

Ma non è sempre stato così: in passato si percorrevano rotte diverse, poiché Dubai e Doha - insieme agli altri grandi hub dell’area - erano molto meno sviluppati. “Quando ho cominciato a volare si andava via Istanbul o Karachi per raggiungere l’Asia, prosegue Battaglioni. “Con la crescita delle compagnie aeree e con gli investimenti sostenuti dalle economie del Golfo, Dubai, Doha e Abu Dhabi sono diventate delle enormi piattaforme di smistamento”.

In effetti, oggi Dubai supera i 95 milioni di passeggeri annui, Doha i 54 milioni, Abu Dhabi i 32 milioni. “Le compagnie del Golfo operano con grandi aerei di lungo raggio che devono riempire. Convogliano quindi passeggeri da tutta Europa verso i loro hub, per poi redistribuirli verso Asia e Oceania. Questo genera un traffico e un indotto enorme ma quando si blocca l’hub, si blocca tutto l’impianto”.

Attualmente, ci spiega Battaglioni, “vengono utilizzati corridoi alternativi: via Oman e Arabia Saudita verso il Mar Rosso e l’Egitto, oppure più a nord via Afghanistan e Mar Caspio. Queste deviazioni costano carburante e tempo, che possono far lievitare i prezzi”.

Nel corso degli anni l’Europa ha progressivamente concentrato una parte significativa dei collegamenti verso l’Asia sui grandi snodi del Golfo, dando vita a un modello efficiente e competitivo che ha abbassato sì i costi e moltiplicato le connessioni, ma che oggi mostra anche un lato più fragile. Con questi crocevia fermi, infatti, l’aviazione civile ne sta risentendo: sintomo che un certo grado di dipendenza da questi grandi aeroporti di transito è presente.

Migliaia i voli cancellati in questi giorni

Migliaia i voli cancellati in questi giorni

  • Keystone

Viaggiatori: tra tutele, nuove rotte e spostamento di flussi

Sul fronte dei viaggiatori la parola d’ordine è monitoraggio costante. “Siamo in continuo contatto con clienti, referenti locali e compagnie aeree per seguire l’evoluzione della situazione”, ci ha spiegato Fabio Capone, responsabile Kuoni di Locarno.
La gestione varia a seconda dei casi; per chi si trova già in Medio Oriente con un pacchetto turistico è attivo un controllo individuale di ogni pratica: “Se la compagnia aerea non ha ancora effettuato una riprenotazione, organizziamo noi una nuova prenotazione nella stessa classe di viaggio”. Per le partenze verso diversi Paesi dell’area fino all’8 marzo, i viaggi vengono annullati e gli eventuali costi sono assunti dal tour operator.

Diversa la situazione per chi ha acquistato soltanto il biglietto aereo. In questo caso, precisa Capone, “La compagnia è tenuta a offrire un trasporto alternativo o il rimborso del biglietto non utilizzato, ma non sono previsti risarcimenti per i ritardi”.
“Per i viaggi verso l’Asia, molte agenzie stanno rimodulando gli itinerari via Francoforte, Parigi o Londra, oppure proponendo voli diretti da Zurigo e Milano”, prosegue Capone, “La disponibilità, però, è limitata: la chiusura simultanea degli scali del Golfo ha ridotto l’offerta e allungato i tempi di percorrenza.”.

Parallelamente si registra uno spostamento dei flussi verso altri aeroporti asiatici. Capone cita l’esempio di Bangkok, che “ha aumentato il personale, creato aree dedicate ai passeggeri e attivato centri di monitoraggio turistico”. Un segnale, osserva il responsabile, che i flussi stanno progressivamente ridistribuendosi su altri scali asiatici per bypassare il Golfo.

Capone ha sottolineato infine che l’annullamento dei viaggi comporta un’assunzione diretta di costi da parte del tour operator, ma ricorda quanto accaduto durante la pandemia: “farsi carico delle spese e tutelare i clienti nei momenti di crisi per noi rappresenta anche un investimento sul lungo periodo”, ha concluso.

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare