A poche ore dall'assemblea ordinaria di Ticino Turismo, l’Ente turistico Lago Maggiore e l’Ente turistico del Luganese, con il sostegno del Municipio di Lugano, hanno annunciato la decisione di ritirare la candidatura dei rispettivi presidenti, Aldo Merlini e Bruno Lepori al Consiglio d'amministrazione di Ticino Turismo.
Con questo gesto forte, rendono noto i due Enti in un comunicato, si intende ribadire che con l'avvento della nuova legge sul turismo l'attuale ruolo di Ticino Turismo deve venire a cadere, o quantomeno deve essere ridefinito e ridimensionato.
Più potere alle piccole realtà
Non solo, viene pure chiesto che la gestione del marketing torni “alle destinazioni e ai territori che le rappresentano”, poiché "sono le vere artefici del proprio sviluppo turistico, creano e conoscono il prodotto turistico e le reali esigenze dei turisti che le scelgono come mete di vacanza”.
Politiche sbagliate
Critiche forti e rimproveri vengono sollevati pure nei confronti delle scelte "politico-strategiche di tipo centralistico dell'ultimo decennio". Scelte che, viene sottolineato, hanno dimostrato che la netta separazione di compiti e competenze tra gli ETL e Ticino Turismo non ha per nulla giovato allo sviluppo turistico del Cantone.
Si cambi rotta
Dubbi sulle strategie adottate vengono sollevati pure sulla centralizzazione verso Ticino Turismo “non solo delle risorse per la promozione, ma pure delle decisioni strategiche e operative relative al marketing”. Alla luce di queste riflessioni viene così chiesto un “cambiamento rapido, chiaro e netto ad un’impostazione dimostratasi inefficace”.
Aldo Merlini, "è tempo di voltar pagina"
Aldo Merlini, presidente dell’Ente turistico Lago Maggiore, non ha dubbi, “il nostro è un gesto forte contro l’attuale formula che riteniamo sorpassata e chiediamo un cambiamento rapido e radicale”.
In più occasioni abbiamo sollevato dubbi e perplessità e per molto tempo abbiamo atteso dei cambiamenti, che non sono mai arrivati, dichiara ancora Merlini secondo il quale, “Ticino Turismo, così com’è, non ha più senso deve crescere, cambiare e svilupparsi per potersi adeguare alla nuova realtà e rispondere in maniera appropriata alle nuove esigenze”.









