La raccolta delle firme per l’iniziativa federale che chiede trasporti pubblici più accessibili e gratuiti è ufficialmente iniziata martedì a Renens. Per l’occasione, una ventina di persone hanno simbolicamente formato una catena umana a forma di autobus.
“La nostra iniziativa mira a investire massicciamente nei trasporti pubblici affinché le cittadine e i cittadini abbiano libera scelta nella loro mobilità, sia in termini di accesso e qualità, sia in termini di prezzo”, ha dichiarato a Keystone-ATS Steven Tamburini, portavoce del movimento cittadino indipendente e apartitico Agissons!, promotore del testo.
Gli organizzatori hanno anche approfittato dell’evento per svelare i nomi dei 27 membri del comitato d’iniziativa, tra cui le consigliere nazionali Brenda Tuosto (PS/VD) e Delphine Klopfenstein Broggini (Verdi/GE). Gli iniziativisti dispongono ora di 18 mesi per raccogliere le 100’000 firme necessarie.
Riscrivere la Costituzione
Il Tribunale federale aveva bocciato i trasporti pubblici gratuiti confermando nel 2023 l’invalidazione da parte del Gran Consiglio friburghese di un’iniziativa cantonale in tal senso, ritenendola contraria alla Costituzione. La sentenza ha avuto l’effetto di bloccare testi simili lanciati in diversi altri cantoni, in particolare a Neuchâtel, Vaud e Ginevra, così come nella Svizzera tedesca.
L’iniziativa di Agissons! propone quindi di riscrivere la Costituzione federale per garantire a ciascuno “trasporti pubblici frequenti, di qualità e accessibili su tutto il territorio”. Prevede a tal fine un fondo di 8 miliardi di franchi all’anno, destinato ad aumentare le cadenze e il servizio regionale e a sviluppare l’intermodalità e i collegamenti tra modi di spostamento.
Diversi livelli di gratuità
Il testo prevede tre livelli di gratuità complementari: gratuità locali e regionali, un abbonamento nazionale e facoltativo a tariffa sociale con un tetto massimo di 1’095 franchi all’anno, nonché gratuità mirate sull’intera rete per i minori di 26 anni, gli studenti e gli apprendisti, i pensionati e le economie domestiche con risorse limitate.
Il finanziamento sarebbe assicurato dalle “più grandi imprese”, da un contributo progressivo sui veicoli più lussuosi e più inquinanti, nonché da una riassegnazione parziale di fondi pubblici oggi dedicati alle strade nazionali. “Le più piccole imprese con meno di 11 dipendenti e gli indipendenti, ossia quasi il 90 per cento del tessuto economico svizzero, ne sarebbero esentati”, precisano gli iniziativisti.








