“Non mi sembra una strategia giusta fare in modo che, adesso che abbiamo una candidatura nazionale, non ci sia una votazione popolare”. Per Martin Müller, professore associato all’Istituto di geografia e sostenibilità dell’Università di Losanna, il primo grande ostacolo sulla strada dei Giochi olimpici e paralimpici invernali del 2038 non è soltanto finanziario o organizzativo. È democratico.
Il Consiglio federale ritiene infatti che per approvare il credito destinato alla candidatura non sia necessario consultare direttamente la popolazione. A decidere dovrebbe essere soltanto il Parlamento. Una posizione che Müller, studioso della sostenibilità dei grandi eventi sportivi, considera problematica.
Secondo il professore, evitare il voto rischia di trasformarsi in un modo per sottrarsi alla responsabilità di spiegare e difendere il progetto davanti ai cittadini. “Mi sembra un modo di evitare la responsabilità e anche di rinunciare a convincere la popolazione del valore di questo evento”, afferma. E ricorda una caratteristica centrale del sistema politico elvetico: “Siamo in Svizzera e la Svizzera è conosciuta per la legittimazione popolare dei grandi progetti”.
Il tema è tutt’altro che secondario. In passato, con Vallese e Grigioni, la popolazione ha bocciato per tre volte progetti legati all’organizzazione di Giochi olimpici invernali. Per Müller, quei rifiuti si spiegano soprattutto con la difficoltà di dimostrare che le ingenti risorse necessarie sarebbero state impiegate nell’interesse del territorio e dei suoi abitanti. “Ci vogliono tanti soldi e non si riesce oggi a convincere una buona parte della popolazione che saranno investiti bene”, osserva. Il problema, in altre parole, non è soltanto quanto si spende, ma dove e per chi si spende. Per ottenere il sostegno dei cittadini, gli organizzatori dovranno dimostrare che gli investimenti saranno utili anche dopo la fine delle competizioni e che risponderanno a necessità reali delle regioni coinvolte.
Nel frattempo il Consiglio federale ha scelto di sostenere concretamente la candidatura. Berna è pronta a mettere a disposizione 200 milioni di franchi e chiede ai dieci cantoni e alle quattordici sedi di gara di fare altrettanto. Il Governo ha però precisato che non intende coprire eventuali debiti: le perdite resteranno a carico degli organizzatori.

Pfister in conferenza stampa
Anche questo elemento potrebbe pesare sul consenso. La memoria delle precedenti bocciature e il timore di costi fuori controllo rendono la questione finanziaria particolarmente sensibile. Müller riconosce tuttavia che negli ultimi anni il Comitato olimpico internazionale ha modificato alcune delle proprie politiche, riducendo almeno in parte le richieste rivolte alle città e ai territori ospitanti. Questi cambiamenti potrebbero offrire alla Svizzera una nuova opportunità, anche in caso di futura votazione.
Il sostegno è più debole ai Giochi invernali
Un’altra difficoltà riguarda il rapporto tra la popolazione e gli sport invernali. Gli studi del docente mostrano che il sostegno popolare ai Giochi invernali è generalmente inferiore rispetto a quello registrato per le edizioni estive. “Gli sport invernali sono essenzialmente sport elitisti”, spiega il professore. Con questa definizione intende sottolineare che sci, snowboard e altre discipline sulla neve coinvolgono regolarmente una parte relativamente limitata della popolazione.
L’immagine della Svizzera come Paese nel quale tutti praticano lo sci sarebbe quindi, almeno in parte, fuorviante. “Spesso abbiamo l’immagine di una Svizzera dove tutti fanno sport invernali, ma in realtà la popolazione che li pratica regolarmente è abbastanza limitata”, osserva Müller. Anche per questo motivo, convincere una maggioranza dei cittadini a sostenere investimenti consistenti potrebbe rivelarsi complicato.
Sostenibilità e logistica potrebbero giocare un ruolo
La candidatura svizzera può però contare su un punto di forza: l’utilizzo di impianti già esistenti o temporanei. Questa scelta permetterebbe di limitare la costruzione di nuove infrastrutture e di ridurre il rischio di lasciare sul territorio opere costose e poco utilizzate dopo i Giochi. Müller considera il progetto potenzialmente interessante sia dal punto di vista ambientale sia sotto il profilo economico e sociale. La distribuzione delle gare in numerose località comporta però una sfida logistica considerevole. Organizzare un evento diffuso su scala nazionale richiederà un coordinamento complesso tra cantoni, città, impianti e reti di trasporto. Resta inoltre da capire se il Comitato olimpico internazionale accetterà fino in fondo il principio su cui si basa la proposta svizzera: utilizzare ciò che è già disponibile, evitando grandi investimenti. In occasione di una precedente candidatura, ricorda Müller, questo approccio era stato criticato dal CIO.
Nell’intervista rilasciata a Seidisera invita comunque a non modificare eccessivamente il progetto per adattarlo alle aspettative dell’organizzazione olimpica. “La candidatura della Svizzera ha delle buone basi e non dovrebbe cambiare troppo”, afferma. Farlo significherebbe rischiare di tradire proprio quel principio di sostenibilità che rappresenta uno dei suoi maggiori punti di forza.
Un esito tutt’altro che scontato
L’immagine dei Giochi olimpici è migliorata rispetto a dieci o quindici anni fa, anche grazie alle edizioni organizzate in Francia e in Italia e al ritorno delle competizioni in Paesi democratici. Ma per lo studioso questo non significa che i problemi siano stati risolti.
Anche nelle democrazie occidentali restano grandi difficoltà nel controllare i costi, rendere sostenibile l’evento e mantenere un consenso popolare sufficientemente ampio. Per questo l’eventuale approvazione della candidatura da parte dei cittadini non può essere considerata scontata. Anche in Svizzera non è detto che in una votazione popolare questo evento passerebbe, conclude Müller. È proprio questa incertezza, secondo il professore, a rendere ancora più importante il confronto democratico

Grigioni: il governo favorevole alle Olimpiadi 2038 in Svizzera
Telegiornale 11.03.2026, 20:00








