Il conflitto in Medio Oriente ha provocato un’impennata dei prezzi dell’energia e a pagarne il conto sono anche molte piccole e medie imprese svizzere. A reggere meglio l’urto sono soprattutto le aziende che hanno già investito nelle energie rinnovabili, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e dalle oscillazioni del mercato.
È il caso del caseificio Eyweid di Zäziwil, nell’Emmental bernese, analizzato dal telegiornale come esempio concreto di questa trasformazione. Tra file di forme di formaggio, l’azienda produce 30 varietà diverse, fra cui Emmental e formaggio da raclette. Un’attività che richiede grandi quantità di energia, necessaria sia per scaldare il latte durante la lavorazione sia per raffreddare le forme nelle varie fasi della produzione. In passato il caseificio doveva acquistare ingenti quantità di elettricità. Oggi, invece, ha trovato una via alternativa puntando sull’energia solare e su quella ricavata dal legno.
Andreas Wyss, responsabile tecnologico del caseificio Eyweid, spiega che l’azienda riesce a utilizzare il legno di scarto per produrre calore a basso costo e anche energia utile alla lavorazione del latte. In sostanza, sottolinea, questa scelta consente di sottrarsi alla dipendenza dal prezzo del petrolio e di contare su una fonte energetica economicamente vantaggiosa.
Ma la diffusione delle rinnovabili pone anche nuove sfide. In Svizzera sono attivi più di 300’000 impianti fotovoltaici. Una crescita significativa che, se da un lato rappresenta un passo avanti nella transizione energetica, dall’altro crea pressioni sulla rete elettrica, perché la produzione solare è per sua natura irregolare.
A richiamare l’attenzione su questo aspetto è Swissgrid, il gestore della rete nazionale. Il portavoce Thomas Reinthaler osserva che gli impianti fotovoltaici devono naturalmente essere collegati alla rete e che questo comporta la necessità di ampliarla. Tuttavia, precisa, l’estensione della rete non procede alla stessa velocità con cui possono essere costruiti i nuovi impianti. E aggiunge che non avrebbe senso potenziare l’infrastruttura fino alla sua capacità massima in ogni circostanza.
Secondo Swissgrid, che sostiene comunque l’espansione delle fonti rinnovabili, la rete deve quindi essere adattata per riuscire a gestire l’elettricità supplementare prodotta dal solare. Dal canto suo, Wyss suggerisce una soluzione pratica: consumare internamente quanta più elettricità possibile. Se più aziende adottassero questo modello, osserva, si potrebbe alleggerire il carico sulla rete e allo stesso tempo ottimizzare i costi di produzione.
L’espansione delle rinnovabili, dunque, non è una strada priva di ostacoli. Ma il caso del caseificio di Zäziwil mostra che, con investimenti mirati e una gestione più autonoma dell’energia, anche le piccole e medie imprese possono trasformare una crisi in un’opportunità.

Energie rinnovabili contro la guerra
Alphaville 01.04.2026, 12:05
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