L’uomo arrestato giovedì a Winterthur, nei pressi della stazione ferroviaria, dopo aver aggredito tre persone con un’arma da taglio, era noto da circa un decennio alle forze dell’ordine. Secondo il direttore del Dipartimento della sicurezza del Canton Zurigo, Mario Fehr, si tratterebbe di un “atto terroristico”. Una delle tre persone aggredite ieri versava in condizioni critiche.
Nesip Dedeler, questo il nome dell’attentatore reso noto dalle autorità cantonali durante una conferenza stampa, in passato era già stato coinvolto nelle indagini relative alla moschea An’Nur di Winterthur, dalla quale partirono diversi giovani radicalizzati per unirsi allo Stato Islamico in Siria. Dedeler, nato in Svizzera, ha 31 anni e possiede la doppia nazionalità svizzera e turca. Nel 2015 gli era stato contestato di aver violato il divieto legato allo Stato Islamico.

La moschea An'Nur in una fotografia del 2016
Un ruolo importante nei reclutamenti per lo Stato islamico
Secondo ricerche della RSI, che già nel 2016 si era occupata del fenomeno della radicalizzazione islamica a Winterthur nel documentario “Pazzi per Allah”, Nesip Dedeler avrebbe avuto un ruolo importante nel contesto dei reclutamenti legati all’IS avvenuti attorno alla moschea An’Nur, in particolare nel caso della conversione di un giovane italosvizzero, Christian Ianniello.
I due avrebbero frequentato la stessa scuola e trascorso gran parte del tempo libero insieme. Gli amici di Christian Ianniello guardavano con preoccupazione a quell’amicizia. Già allora, infatti, Nesip Dedeler veniva percepito come una persona radicalizzata. Nell’autunno del 2014 Christian Ianniello avrebbe accettato di convertirsi all’Islam radicale e, pochi mesi dopo, nel febbraio 2015, sarebbe partito per la Siria, dove da allora risulta scomparso. Una vicenda, questa, di cui si è recentemente occupato anche il programma Storie con il documentario “Christian è scomparso”.

Christian è scomparso
Storie 22.03.2026, 20:35
La moschea An’Nur, dopo diverse partenze verso la Siria di giovani intenzionati a unirsi allo Stato Islamico, venne definitivamente chiusa dalle autorità nel 2016. Diversi frequentatori della moschea sono stati in seguito condannati per violazione del divieto relativo allo Stato Islamico. Uno di loro era proprio Nesip Dedeler.
I dubbi sulla dimissione dalla clinica psichiatrica
Resta ora da chiarire il reale stato di salute mentale dell’uomo che, pochi giorni prima dell’attentato, era stato sottoposto a un ricovero coatto presso la clinica psichiatrica di Winterthur. Il suo rilascio era avvenuto soltanto il giorno precedente all’aggressione. Un medico della struttura aveva infatti attestato che non rappresentasse un pericolo né per sé stesso né per gli altri e, sulla base di questa valutazione, era stato dimesso. Poche ore dopo si sarebbe recato armato di coltello alla stazione di Winterthur.
In un’intervista rilasciata venerdì mattina al quotidiano online “20 Minuten”, il padre dell’attentatore ha dichiarato: “Mio figlio non è un terrorista. Ha problemi psichici e ha bisogno di cure psichiatriche”.

Attentato di Winterthur: perizia esterna
Telegiornale 29.05.2026, 12:30





