Il secondo anniversario dello scoppio della "rivoluzione" che ha portato al defenestramento di Hosni Mubark è stato occasione per manifestazioni di piazza sfociate in disordini e violenze in tutto l'Egitto, violenze costate la vita a otto persone, tra cui due poliziotti, e il ferimento di 300.
Molti sono gli edifici pubblici attaccati dai dimostranti che, invitati dall'opposizione laica e liberale, protestavano contro il presidente Mohamed Morsi e gli islamisti al potere.
Evidentemente inascoltato, il capo dello Stato aveva chiesto che la sommossa del 2011 fosse ricordata "in modo civile e pacifico, risparmiando le istituzioni, la nazione e le vite".
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