Chi subisce una violenza, che implica un lesione di tipo fisico, psichico o sessuale, è sotto shock ed è vittima, perché è stato minacciato nella sua sopravvivenza. Può vivere delle reazioni di tipo post-traumatico, dove per esempio ha dei flash-back ricorrenti oppure soffre d’insonnia… In poche parole: ha bisogno di aiuto. Una delle possibilità, che il cantone gli offre, è il Servizio per l’aiuto alle vittime di reati, diretto dalla delegata Cristiana Finzi, con la quale abbiamo parlato.
552 consulenze per un totale di 667 reati, in testa il tentato omicidio
“ Nel 2012 abbiamo fornito 552 consulenze, per un totale di 667 reati; concretamente significa che una persona è stata magari vittima di più reati nello stesso evento. – spiega Cristiana Finzi – È un numero importante di vittime. Passando alla casistica, i crimini più frequenti con i quali sono state confrontate le persone che si rivolgono a noi sono quelli contro l'integrità delle persone. Spesso veniamo anche sollecitati da vittime di reati contro l’integrità sessuale, come violenza carnale, atti sessuali con fanciulli e coazione sessuale. Infine interveniamo anche nel caso di delitti contro la libertà personale, quindi la minaccia, la coazione e la tratta di esseri umani ”.
“La vittima è sempre informata della nostra esistenza”
Il servizio – è importante precisarlo – di solito non interviene in prima battuta. “ La polizia, quando verbalizza una persona vittima di reato, ha l’obbligo di informarla dell’esistenza del nostro servizio; poi la scelta è del cittadino ”. E in caso di un incidente con morte violenta? “ In questo caso interviene su nostro mandato la Fondazione Scisma, che però viene attivata solo tramite il 144 che ha la competenza di decidere ”.
Le prestazioni fornite dal servizio sono molto variate, ma in prima battuta si tratta soprattutto dell’ascolto. “ Prima di tutto cerchiamo di capire, poi sostanzialmente i bisogni possono essere di tre tipi: protezione, informazione e procedura. Cosa devo fare in questa situazione? A chi mi rivolgo?... Sono queste le domande che assillano chi è vittima di un reato ”.
Solo due operatori e la delegata
Intanto proprio oggi si è saputo che sono in netto aumento i reati contro il patrimonio. “ In principio non ce ne occupiamo. Se però la vittima è stata per esempio legata a una sedia e minacciata di morte, c'è l’aggressione e quindi interveniamo ”. Tutto ciò con un organico di sole tre persone: due operatori (uno nel Sotto- e l’altro nel Sopraceneri) e la delegata.
Sandro Pauli








