Il 31enne, che giovedì ha attaccato e ferito tre passanti a Winterthur, sembra provenire dall’ambiente islamista. Il responsabile della sicurezza Mario Fehr, nel corso di una conferenza stampa tenutasi giovedì pomeriggio, ha parlato espressamente di un “atto terroristico”.

Aggressione alla stazione di Winterthur, tre feriti
RSI Info 28.05.2026, 12:37
La polizia ha immediatamente isolato un’ampia zona intorno all’uscita della stazione sul lato della città vecchia. Sul posto sono intervenuti, oltre alla polizia cantonale, quella municipale di Winterthur, la polizia dei trasporti delle FFS, il servizio di soccorso dell’Ospedale cantonale di Winterthur così come Schutz & Rettung Zürich e il servizio di intervento e soccorso della città di Zurigo. Le transenne sono state nel frattempo rimosse.
Secondo quanto riferito da Fehr, l’uomo è nato in Svizzera nel 1994 e ha ottenuto la cittadinanza nel 2009. Nel 2024 si è trasferito in Turchia e, secondo le informazioni in possesso delle autorità, è ricomparso in Svizzera solo nel maggio 2026.
Winterhur: importante dispiegamento di forze di polizia
Il sospettato è un cittadino con doppia nazionalità svizzera e turca. È noto alle forze dell’ordine: era uno degli imputati nell’ambito delle indagini del 2018 sulla moschea An’Nur di Winterthur. All’epoca era stato denunciato per violazione del divieto di appartenenza all’IS. Anche i due fratelli dell’uomo erano stati ripetutamente segnalati agli inquirenti per presunta radicalizzazione.
L’uomo, si è inoltre appreso, soffre di disturbi psichici ed era stato sottoposto a un ricovero a scopo di assistenza, ovvero contro la sua volontà, in una clinica, da dove è stato dimesso appena mercoledì sera.
Marius Weyermann, comandante della Polizia cantonale di Zurigo, ha infine fornito informazioni sulle vittime: si tratta di un ventottenne che ha riportato una ferita da taglio alla gamba; la sua dimissione dall’ospedale è imminente. Tra gli aggrediti anche un uomo di 43 anni, che è stato ferito al collo ed è già stato dimesso dall’ospedale. Infine un cinquantaduenne ha riportato una ferita da taglio alla coscia e rimane ricoverato in ospedale.
Il precedente del 2016
Un episodio in particolare ha suscitato clamore: secondo l’atto d’accusa, il 22 novembre 2016 diversi frequentatori di An’Nur - tra cui il sospettato dell’accoltellamento odierno alla stazione - hanno aggredito due fedeli per punirli di aver fornito informazioni e registrazioni alla stampa sulle prediche radicali che avvenivano nella moschea e sui fedeli islamisti. Una delle vittime ha ricevuto minacce di morte. La moschea è stata chiusa dopo un’irruzione della polizia.
Secondo i documenti giudiziari le due vittime sono state trattenute in una stanza della moschea, minacciate e in parte picchiate. Uno dei due uomini è stato costretto a rivelare il codice PIN del suo cellulare, un altro ha dovuto mangiare una banconota da dieci franchi perché avrebbe ricevuto denaro in cambio di informazioni. Le vittime hanno poi dichiarato di aver temuto di non uscire più vive dalla moschea.

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